Nel cuore di Kiev, tra sirene antiaeree e infrastrutture energetiche colpite, lo zoo cittadino continua a funzionare nonostante condizioni estreme. I ripetuti attacchi russi alla rete elettrica hanno ridotto l’erogazione di corrente a poche ore al giorno, costringendo la struttura a organizzarsi per affrontare lunghi blackout proprio durante uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni.
Le temperature sono precipitate fino a -22 °C, mentre la neve ha ricoperto la capitale ucraina trasformando i recinti in scenari quasi fiabeschi. Ma dietro l’immagine suggestiva si nasconde una complessa operazione di sopravvivenza quotidiana.
Toni, simbolo di resistenza
Il volto più noto dello zoo è Toni, 52 anni, l’unico gorilla presente in Ucraina. Da oltre venticinque anni rappresenta l’attrazione principale della struttura, richiamando decine di migliaia di visitatori ogni stagione.
Per la sua età – avanzata secondo gli standard dei gorilla in cattività – necessita di ambienti riscaldati che riproducano il clima delle pianure dell’Africa centrale. Garantire una temperatura stabile è diventata una priorità assoluta: bastano tre o quattro ore senza riscaldamento perché il freddo penetri negli ambienti interni.
Il suo spazio è mantenuto intorno ai 17 °C grazie a una grande stufa a convezione alimentata a legna. Il personale si alterna anche durante la notte per assicurare che il calore non venga meno.
Stufe, generatori e legna raccolta nel parco
Con solo tre o quattro ore di elettricità garantita ogni giorno, la direzione ha installato generatori e sistemi di riscaldamento alternativi. Una stufa di tipo Bullerjan diffonde aria calda nell’edificio che ospita il gorilla e altri animali più sensibili al freddo, come rettili e uccelli esotici.
La legna proviene dai 40 ettari di terreno del parco zoologico. Durante i turni notturni, guardiani ed elettricisti alimentano manualmente le stufe. In totale, tra le 20 e le 40 persone sono costantemente in servizio per garantire il funzionamento delle strutture essenziali.
Animali più resistenti e altri vulnerabili
Non tutti gli ospiti soffrono allo stesso modo il gelo. Bisonti, yak e cammelli restano all’aperto anche con temperature sotto zero, apparentemente indifferenti al paesaggio imbiancato. I leoni si muovono in recinti coperti di neve che ricordano scenari irreali.
Altri animali, invece, richiedono ambienti protetti: scimmie, rettili e specie tropicali condividono spazi interni costantemente monitorati. Un recente bombardamento nei pressi del quartiere di Lukyanivka ha provocato danni al terrario: vetri infranti, animali feriti in modo lieve e sezioni riparate provvisoriamente con pannelli di compensato.
Lezioni dalla storia e solidarietà europea
Il direttore Kyrylo Trantin ha spiegato di essersi ispirato ai racconti degli zoo europei sopravvissuti alla Seconda guerra mondiale, come quelli di Berlino e Leningrado, dove molti animali non riuscirono a superare il conflitto. I preparativi per l’inverno sono iniziati già in estate, con l’installazione di pannelli solari e di un sistema di ventilazione più efficiente per i fenicotteri, capace di ridurre il consumo di carburante.
Il sostegno internazionale si è rivelato fondamentale: diversi zoo europei hanno inviato circa 40 tonnellate di mangime secco, mentre molti sostenitori hanno continuato ad acquistare biglietti online per contribuire alle spese.
Cucina a legna per 3.000 animali
Anche la preparazione del cibo si è adattata all’emergenza. Durante le interruzioni di corrente, i pasti per circa 3.000 animali vengono cucinati su stufe a legna. La dieta di Toni comprende uova, frutta fresca e succhi, preparati quotidianamente nonostante le difficoltà operative.
L’organizzazione interna è ormai calibrata sull’emergenza: quando suona l’allarme aereo, c’è sempre personale pronto a intervenire per ridurre lo stress degli animali e prevenire situazioni di rischio.
Un luogo che continua a vivere
Nonostante tutto, lo zoo continua ad accogliere circa mezzo milione di visitatori all’anno. Tra loro ci sono bambini evacuati dalle zone di prima linea e soldati impegnati in percorsi di riabilitazione. Per molti, la visita rappresenta una pausa dalla guerra e un momento di normalità.
Tra neve e cielo terso, l’inverno ucraino mostra una bellezza contrastante. Se non fosse per il conflitto, sarebbe ricordato come uno dei più freddi e luminosi degli ultimi anni. Invece, per lo zoo di Kiev, è diventato il banco di prova di una resistenza silenziosa, fatta di turni notturni, legna da ardere e dedizione quotidiana.
