Renée Nicole Good non è morta per sbaglio. È stata uccisa dentro una strategia. Una strategia politica precisa, voluta da Donald Trump, che ha trasformato l’Immigration and Customs Enforcement in una forza d’urto ideologica. Non un’agenzia, ma una milizia di Stato. Non applicazione della legge, ma dimostrazione di forza. Minneapolis non è un’eccezione, è il prototipo.
La polizia dell’ideologia
L’ICE di Trump non cerca solo migranti. Cerca obbedienza. Agisce mascherata, armata, intimidatoria. Entra nei quartieri come in territorio nemico. Punta le armi contro chi guarda, chi filma, chi protesta. Tratta le strade americane come zone di guerra. Questa non è sicurezza. È dominio. È pedagogia della paura.
Renée Good, cittadina sacrificabile
Renée Good era americana. Non era ricercata. Non era sospettata. Non era “il bersaglio”. È morta lo stesso. Perché quando costruisci un apparato addestrato a vedere nemici ovunque, prima o poi il nemico diventa chiunque. Il corpo di Renée è il prezzo reale della retorica trumpiana. Il suo sangue è la prova che questa macchina non distingue più.
Deportare, intimidire, colpire
Trump ha promesso deportazioni di massa. L’ICE le esegue con zelo ideologico. Assunzioni accelerate, standard abbassati, catene di comando politicizzate. Agenti protetti dall’immunità, coperti dalla Casa Bianca, legittimati dalla propaganda. Quando il potere dice “andate”, loro vanno. Quando il potere tace, loro sparano. E nessuno paga.
Non riguarda solo gli immigrati
Chi pensa che “se non hai nulla da nascondere non hai nulla da temere” non ha capito nulla. Pastori fermati con la pistola in faccia. Cittadini trattenuti senza motivo. Manifestanti placcati. Passanti minacciati perché osano riprendere. L’ICE non è più un’agenzia migratoria, è un messaggio armato. E il messaggio è chiaro, qui comandiamo noi.
Trump, padrino dell’impunità
Donald Trump non è uno spettatore. È il mandante politico. Ha sempre esaltato la brutalità, giustificato l’eccesso, premiato la fedeltà cieca. Ha costruito un clima in cui la forza è virtù e il diritto è intralcio. L’ICE è la sua creatura. Il suo bastone. Il suo esperimento autoritario. Chi spara, sa di essere coperto. Chi muore, sa di essere solo.
Lo Stato che si gira contro i suoi cittadini
Quando un’agenzia federale può uccidere una cittadina durante un’operazione che non la riguardava, e la risposta istituzionale è il silenzio o la giustificazione, siamo oltre l’abuso. Siamo nella degenerazione. Lo Stato non protegge più, seleziona. Non garantisce diritti, li sospende. Non serve la legge, serve l’ordine. È la logica dell’uomo forte, non della democrazia.
La linea rossa è stata superata
Minneapolis segna un punto di non ritorno. Qui si vede cosa diventa l’America quando la sicurezza viene usata come clava politica. Qui si vede cosa resta dei diritti quando l’ideologia prende il comando delle armi. Renée Good non è una statistica. È un avvertimento. E se questa deriva non viene fermata, non sarà l’ultima.
