
Il ghiacciaio Solda, nel gruppo Ortles-Cevedale, è un gigante che rimpicciolisce di anno in anno. Rappresenta uno dei simboli della crisi climatica in atto sulle Alpi. Nel 2025 ha registrato un arretramento di 26 metri rispetto all’anno precedente, un valore che supera persino la media decennale di 20 metri annui.
Un tempo la sua lingua glaciale arrivava fin quasi al parcheggio della funivia di Solda, come documentato nella seconda metà dell’Ottocento. Oggi invece la massa ghiacciata sopravvive solo nelle quote più alte, coperta in gran parte da detriti che ne accentuano l’aspetto scuro e frammentato.
Le nuove misurazioni e i dati ufficiali
Il monitoraggio è stato condotto dal Servizio Glaciologico Cai Alto Adige (SGAA) con il supporto della campagna Carovana dei ghiacciai di Legambiente, realizzata in collaborazione con Cipra Italia e la Fondazione Glaciologica Italiana. Le misurazioni, presentate a Bolzano nella sede della Galleria Civica, hanno fornito un quadro chiaro e allarmante: il Solda continua a perdere estensione e stabilità, mentre i segnali di degrado aumentano.
I rischi geomorfologici collegati alla fusione
Oltre alla riduzione della massa glaciale, gli esperti hanno osservato fenomeni che destano forte preoccupazione. L’instabilità della morena laterale destra è uno degli aspetti più critici, causata dallo scioglimento dei nuclei di ghiaccio nascosti nei depositi glaciali. A ciò si aggiunge l’incremento delle coperture detritiche nella parte frontale del ghiacciaio, alimentate da crolli e colate provenienti soprattutto dal versante destro. Tutti segnali che dimostrano come la fusione non comporti soltanto perdita di ghiaccio, ma anche nuove forme di rischio ambientale.
Alto Adige: ghiacciai dimezzati in 25 anni
Il caso del ghiacciaio Solda è solo un tassello di un quadro più ampio che riguarda l’intero territorio altoatesino. Secondo l’Ufficio Idrologia e Dighe della Provincia di Bolzano, tra il 1997 e il 2023 la superficie complessiva dei ghiacciai si è ridotta da 122,2 km² a 72,2 km², con una perdita di quasi la metà in poco più di due decenni.
Anche il numero di ghiacciai è sceso da 234 a 203, mentre sono aumentate le placche glaciali, passate da 325 a 729: un segnale inequivocabile della frammentazione in corso, che spezza le grandi masse in lembi sempre più piccoli e vulnerabili.
Un patrimonio naturale che rischia di scomparire
Il ritiro dei ghiacciai in Alto Adige non è soltanto un dato scientifico, ma una realtà che coinvolge paesaggio, biodiversità, disponibilità idrica e sicurezza del territorio. Il ghiacciaio Solda, un tempo icona di imponenza alpina, oggi è diventato un fragile testimone dei cambiamenti climatici. Il suo arretramento, anno dopo anno, rappresenta un campanello d’allarme non solo per gli scienziati, ma per l’intera collettività.