Una donna di 42 anni, Valentina Sarto, è stata uccisa dal marito nella tarda mattinata del 18 marzo in un appartamento di via Pescaria, alla periferia di Bergamo.
Secondo le prime ricostruzioni, la vittima è stata colpita con diverse coltellate, risultate fatali. All’arrivo dei soccorsi del 118, per lei non c’era ormai più nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche polizia e vigili del fuoco per i rilievi e la messa in sicurezza dell’area.
Il marito arrestato e ricoverato
Il presunto responsabile, Vincenzo Dongellini, 49 anni, è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario. Attualmente si trova ricoverato e piantonato presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, dove è stato trasportato per alcune ferite superficiali.
Resta ancora da chiarire l’origine delle lesioni: secondo alcune fonti l’uomo avrebbe tentato il suicidio dopo il delitto, mentre altre ipotesi parlano di ferite riportate durante la colluttazione.
La chiamata e l’intervento delle forze dell’ordine
A dare l’allarme sarebbe stata la figlia dell’uomo, nata da una precedente relazione. Quando gli agenti sono arrivati nell’abitazione, la situazione era già irreversibile.
L’area è stata isolata per consentire il lavoro della Scientifica, mentre l’appartamento è stato posto sotto sequestro. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Antonio Mele.
Una relazione lunga e segnata da tensioni
La coppia stava insieme da circa dieci anni e si era sposata nel maggio dello scorso anno. Non risultano denunce ufficiali precedenti, ma alcune testimonianze riferiscono di frequenti litigi.
Secondo quanto emerso, la relazione attraversava un periodo di crisi e la donna avrebbe valutato la possibilità di separarsi. Non è ancora chiaro cosa abbia scatenato la lite culminata nell’omicidio.
Il lavoro e la vita quotidiana della vittima
Valentina Sarto lavorava in un locale storico della città, punto di riferimento per molti tifosi dell’Atalanta. Il marito, invece, risultava disoccupato.
La notizia ha profondamente colpito la comunità locale, che si è stretta attorno ai familiari della vittima.
Il commento delle istituzioni
La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha definito l’accaduto «un crimine agghiacciante» e «una ferita profonda per l’intera città».
Nel suo intervento ha sottolineato come la violenza domestica non nasca improvvisamente, ma sia spesso il risultato di dinamiche di controllo, isolamento e sopraffazione che si sviluppano nel tempo.
Ha inoltre ribadito l’importanza di investire nella prevenzione, nell’educazione e nel rafforzamento delle reti di supporto, per contrastare una cultura ancora segnata da possesso e disuguaglianza.
Indagini ancora aperte
Le autorità stanno lavorando per chiarire ogni aspetto della vicenda, dalla dinamica precisa dei fatti al possibile movente.
Resta centrale il nodo del presunto tentato suicidio dell’uomo, su cui le versioni sono contrastanti. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili per ricostruire con esattezza quanto accaduto nelle ore precedenti al delitto.
