Nuovi accertamenti nella villetta di Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, dove Federica Torzullo sarebbe stata uccisa. I carabinieri sono tornati nell’abitazione per effettuare verifiche tecniche considerate irripetibili, in particolare sulla scatola nera dell’auto del marito e sui telefoni cellulari sequestrati. Le operazioni sono state temporaneamente sospese e riprenderanno nei prossimi giorni.
Il silenzio di Claudio Carlomagno
Claudio Agostino Carlomagno, 45 anni, marito della vittima, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia davanti al procuratore Alberto Liguori e al pm titolare dell’inchiesta. L’uomo è detenuto nel carcere di Civitavecchia dopo l’arresto avvenuto in seguito al ritrovamento del corpo della moglie, sepolto in un canneto nei pressi della sua azienda.
Per la procura si tratta di un delitto caratterizzato da “particolare ferocia”.
Le accuse e l’autopsia
La procura di Civitavecchia contesta a Carlomagno l’omicidio volontario aggravato dal rapporto affettivo e l’occultamento di cadavere. Il corpo di Federica Torzullo è stato rinvenuto domenica mattina in un terreno vicino alla sede della ditta di famiglia dell’indagato.
Nelle prossime ore verrà affidato l’incarico per l’autopsia, in programma domani pomeriggio. L’esame medico-legale dovrà chiarire le cause della morte, l’orario del decesso e l’eventuale arma utilizzata, che al momento non è stata ancora trovata.
Il ricordo di Federica a scuola
A Bracciano, al liceo Vian – frequentato in passato da Federica – studenti e docenti hanno osservato un “minuto di rumore” in sua memoria. L’iniziativa, promossa dalla comunità studentesca, è stata accompagnata da un appello contro la violenza di genere e per l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
La dirigente scolastica, insieme ai docenti, ha ricordato Federica come una ex studentessa dell’istituto, sottolineando il dolore per una giovane vita spezzata e ribadendo la necessità di un profondo cambiamento culturale.
L’ultimo messaggio e i primi sospetti
Uno degli elementi che ha destato maggiore inquietudine nelle indagini è l’ultimo messaggio inviato dal telefono di Federica alla madre la mattina del 9 gennaio: “Dagli la Nutella”. Un messaggio ritenuto anomalo dai familiari, anche perché in quella casa la Nutella non c’era mai stata. Secondo gli inquirenti, a quell’ora Federica era già morta da diverse ore.
Una vita che stava cambiando
Federica Torzullo aveva 41 anni, lavorava al centro di smistamento delle Poste dell’aeroporto di Fiumicino ed era madre di un bambino di dieci anni. La separazione dal marito era già stata fissata in tribunale. Non stava fuggendo, ma cercando di ricostruire la propria vita.
Il corpo è stato ritrovato in un deposito riconducibile all’azienda di movimento terra di Carlomagno, a pochi chilometri dalla villetta dove la coppia viveva e dove, secondo l’accusa, sarebbe avvenuto l’omicidio.
L’ipotesi della premeditazione
La posizione dell’indagato potrebbe aggravarsi ulteriormente. Gli inquirenti valutano anche la contestazione della premeditazione: la fossa in cui il corpo è stato occultato era profonda circa due metri e potrebbe essere stata scavata in anticipo. Inoltre, Carlomagno avrebbe detto alla domestica di non presentarsi per le pulizie proprio il 9 gennaio.
Il movente, secondo la procura, sarebbe legato alla separazione imminente.
L’ultima notte e il buco di tre ore
Federica rientra nella villetta di via Costantino la sera dell’8 gennaio. Una telecamera la riprende mentre arriva intorno alle 19:30: è l’ultima immagine di lei in vita. La mattina successiva, intorno alle 7, le immagini mostrano l’auto del marito uscire dal cancello.
Carlomagno arriverà al lavoro con circa tre ore di ritardo, spiegando di essersi fermato in un bar, circostanza che non trova riscontri. Per gli inquirenti, in quelle ore il corpo di Federica era già nell’auto, probabilmente nel bagagliaio.
Dalla denuncia alla svolta
Il pomeriggio del 9 gennaio Carlomagno denuncia la scomparsa della moglie. Inizialmente si ipotizza un allontanamento volontario, ma i sospetti emergono rapidamente. La madre di Federica, convinta che la figlia non avrebbe mai lasciato il figlio, lancia l’allarme anche pubblicamente.
Dal 13 gennaio le indagini si intensificano: perquisizioni, ricerche con droni, controlli nel lago di Bracciano e l’uso del luminol portano alla scoperta di numerose tracce ematiche in casa, nell’auto e nella sede dell’azienda dell’indagato.
La svolta arriva il 18 gennaio con il ritrovamento del corpo. Le celle telefoniche, il gps dei veicoli, le tracce di sangue e i sequestri rafforzano l’impianto accusatorio. Gli investigatori individuano il punto esatto in cui Federica è stata sepolta, mentre i tentativi di depistaggio dell’indagato e il suo silenzio non convincono gli inquirenti.
Autopsia e domande ancora aperte
Il corpo di Federica Torzullo, rimasto per giorni nel terreno, era in stato di decomposizione, ma gli elementi fisici e gli indumenti hanno permesso un primo riconoscimento, confermato poi dai familiari.
