Nuovo capitolo nella complessa vicenda dell’eredità di Marella Caracciolo. Il tribunale di Thun, in Svizzera, ha dichiarato inammissibili le richieste presentate da John, Lapo e Ginevra Elkann, che puntavano a spostare nel Paese elvetico la gestione della successione.
La decisione, firmata dalla giudice Antonie Meyes Schürch e resa pubblica il 7 aprile, rappresenta un primo importante punto a favore di Margherita Agnelli nella lunga disputa familiare.
Condanna alle spese: oltre un milione da versare
Oltre al rigetto delle istanze, i tre fratelli sono stati condannati a sostenere i costi del procedimento. La cifra complessiva è significativa: circa 886 mila euro di spese processuali, a cui si aggiunge un rimborso di circa un milione di euro per le spese legali sostenute dalla madre.
Una decisione che pesa non solo sul piano economico, ma anche su quello strategico nel contenzioso ancora in corso.
Il nodo centrale: la residenza di Marella Caracciolo
Al centro della disputa resta la questione della residenza di Marella Caracciolo negli ultimi anni di vita. Secondo l’accusa e i legali di Margherita Agnelli, tra il 2010 e il 2019 la vedova Agnelli avrebbe avuto la sua reale dimora a Torino, e non in Svizzera come dichiarato.
Questo elemento è cruciale perché incide direttamente sulla giurisdizione competente in materia di successione e sugli eventuali profili fiscali della vicenda.
Possibili effetti sui procedimenti in Italia
La pronuncia del tribunale svizzero potrebbe avere ripercussioni anche sul procedimento civile aperto a Torino. Qui i giudici dovranno esprimersi non solo sulla successione, ma anche su aspetti collegati alle indagini fiscali.
Tra questi figura anche la posizione di John Elkann, coinvolto in procedimenti per presunte irregolarità legate alla residenza fiscale. La sua posizione con il Fisco è stata nel frattempo sanata con il pagamento di 183 milioni di euro tra imposte e sanzioni.
La replica della difesa Elkann e l’annuncio di appello
Il team legale dei fratelli Elkann ha già annunciato ricorso contro la decisione, sottolineando come la sentenza non incida sulla validità degli accordi precedenti.
In particolare, viene ribadita la piena efficacia del patto successorio e dell’accordo del 2004 tra Marella Caracciolo e Margherita Agnelli, che – secondo questa tesi – escluderebbe la madre dall’eredità.
L’appello sarà discusso davanti all’Alta Corte di Berna.
Le altre cause aperte tra Svizzera e Italia
Parallelamente resta aperto un ulteriore procedimento a Thun, relativo al riconoscimento della qualità di eredi dei tre Elkann sulla base del testamento di Marella Caracciolo.
Questa causa, tuttavia, è attualmente sospesa in attesa di una decisione del tribunale di Ginevra, dove si gioca un’altra partita chiave della vicenda.
Una disputa ancora lontana dalla conclusione
La decisione del tribunale di Thun segna un passaggio importante ma non definitivo. La battaglia legale tra Margherita Agnelli e i figli prosegue su più fronti e in diverse giurisdizioni.
Con nuovi ricorsi già annunciati e altri procedimenti in corso, la vicenda dell’eredità Agnelli resta destinata a svilupparsi ancora a lungo, tra Svizzera e Italia.
