Il governo delle Filippine ha ordinato alle istituzioni pubbliche di ridurre i consumi energetici nel tentativo di contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi del petrolio, legato alle tensioni e ai conflitti in Medio Oriente.
Le autorità hanno chiesto a ministeri, enti locali, università statali e altre agenzie governative di ridurre l’uso di carburante di almeno il 10%, introducendo nuove regole sul funzionamento degli uffici e sugli spostamenti dei dipendenti pubblici.
Meno aria condizionata e viaggi di lavoro
Tra le misure principali adottate dal governo figura la riduzione dell’uso dell’aria condizionata negli edifici pubblici. Gli uffici dovranno mantenere i climatizzatori a una temperatura non inferiore ai 24 gradi, per limitare il consumo di energia.
Allo stesso tempo le amministrazioni sono state invitate a ridurre gli spostamenti di servizio e a favorire soluzioni alternative come riunioni online e modalità di lavoro flessibili.
Il provvedimento riguarda l’intero settore pubblico e rappresenta uno dei primi tentativi del governo di contenere gli effetti economici dell’instabilità geopolitica sui costi energetici.
Ipotesi settimana lavorativa di quattro giorni
Tra le possibili misure allo studio c’è anche l’introduzione di una settimana lavorativa di quattro giorni per i dipendenti pubblici.
Secondo quanto riportato dai media locali, un portavoce del palazzo presidenziale ha spiegato che l’opzione potrebbe essere presa in considerazione se la situazione internazionale dovesse peggiorare.
In precedenza un senatore aveva suggerito di ridurre i giorni di lavoro in ufficio. O prendere in considerazione di rafforzare lo smart working, così da diminuire il consumo di carburante legato agli spostamenti. La proposta, tuttavia, non è ancora stata discussa formalmente dal governo.
Un Paese molto dipendente dalle importazioni di petrolio
Le Filippine dipendono quasi totalmente dalle importazioni per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. Circa il 90% del petrolio utilizzato nel Paese proviene dal Golfo Persico, rendendo l’economia particolarmente sensibile alle oscillazioni dei prezzi internazionali.
L’aumento dei costi energetici potrebbe inoltre aggravare la pressione sull’inflazione, che nel mese di febbraio ha raggiunto il 2,4%, il livello più alto degli ultimi 13 mesi.
Secondo l’analisi di Deepali Bhargava, responsabile della ricerca per l’Asia-Pacifico presso la banca ING Group, molte economie asiatiche risultano vulnerabili a shock prolungati nel prezzo del petrolio.
Fatta eccezione per Malesia e Australia, gran parte dei Paesi della regione registra infatti un deficit strutturale nel commercio di petrolio e gas.
Le possibili misure del governo Marcos
Il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha dichiarato che l’esecutivo sta valutando ulteriori interventi per attenuare l’impatto dei prezzi del carburante.
Tra le opzioni considerate ci sono sussidi per il carburante destinati a settori particolarmente esposti come:
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trasporti
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agricoltura
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pesca
Il capo dello Stato ha inoltre invitato i cittadini ad adottare comportamenti più attenti ai consumi energetici, promuovendo pratiche come il car pooling, la riduzione degli spostamenti non indispensabili e un uso più efficiente dei trasporti pubblici.
Misure simili anche nel resto del Sud-Est asiatico
Provvedimenti di risparmio energetico stanno emergendo anche in altri Paesi della regione.
In Thailandia il Ministero della Difesa ha raccomandato alle agenzie sotto la propria supervisione di limitare l’uso dei condizionatori e di privilegiare videoconferenze per evitare viaggi non necessari. È stata inoltre suggerita la possibilità di ricorrere al lavoro da remoto quando compatibile con le mansioni.
Nel vicino Myanmar, invece, la giunta militare ha imposto restrizioni alla circolazione delle auto private: le targhe pari possono circolare solo nei giorni pari, mentre quelle dispari nei giorni dispari.
La misura è stata motivata con i problemi lungo le rotte marittime utilizzate per il trasporto di petrolio, causati dalle tensioni geopolitiche.
Negli ultimi giorni sono state segnalate lunghe file alle stazioni di servizio in diversi Paesi della regione, tra cui Thailandia, Laos e Myanmar.
Le preoccupazioni delle imprese
Le organizzazioni imprenditoriali filippine invitano comunque alla prudenza nel valutare cambiamenti strutturali nell’organizzazione del lavoro.
La Philippine Chamber of Commerce and Industry ha sottolineato che alcuni settori, come quello manifatturiero, potrebbero avere difficoltà ad adattarsi a una settimana lavorativa ridotta o a nuovi modelli operativi.
Secondo l’associazione, le imprese devono continuare a garantire efficienza e competitività, soprattutto in una fase di forte incertezza economica globale.
