Caso Monaldi: accordo da un milione per il trapianto fatale al piccolo Domenico

Accordo con l'ospedale per il trapianto errato: resta la ferita e l'attesa di giustizia per la morte del piccolo Domenico

Monaldi un milione

Dietro la burocrazia di una delibera amministrativa datata 8 ottobre, con cui l’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli ha stabilito un risarcimento complessivo di circa un milione di euro (960mila euro alla famiglia e 41mila di spese legali), si cela una ferita che nessuna cifra potrà mai sanare. Per i genitori di Domenico, un bambino di appena due anni e mezzo nato e cresciuto con la speranza di un cuore nuovo, l’accordo stragiudiziale rappresenta un passaggio puramente formale per evitare un lungo contenzioso civile.

La somma concordata equivale a circa un terzo dei tre milioni di euro inizialmente richiesti. Una somma calcolata basandosi sulle tabelle del Tribunale di Milano per la perdita del rapporto parentale. L’importo andrà ai sei eredi individuati. I genitori Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, i due fratellini e i nonni. Tuttavia, il riconoscimento economico lascia intatto quel senso di ingiustizia e quel peso quotidiano con cui una famiglia dovrà continuare a fare i conti per sempre.

Una catena di superficialità e un destino spezzato

Ciò che rende la vicenda ancora più drammatica e difficile da accettare è la dinamica dell’errore. Nel dicembre del 2025, dopo un’attesa estenuante iniziata poco dopo la nascita del bambino, si era finalmente acceso un barlume di speranza. Si trattava della disponibilità di un organo idoneo all’ospedale San Maurizio di Bolzano. Un’équipe di chirurghi del Monaldi si è recata in Alto Adige per il prelievo, ma durante il viaggio di ritorno verso Napoli la speranza si è trasformata in tragedia. Invece di adoperare il ghiaccio tritato prescritto dai protocolli per mantenere l’organo a una temperatura di circa 4 °C senza contatto diretto, è stato impiegato ghiaccio secco (anidride carbonica solida). Raggiungendo una temperatura estrema di -78 °C. Il ghiaccio ha provocato lesioni irreversibili al tessuto cardiaco, rendendo il trapianto letale e portando il piccolo al decesso il 21 febbraio successivo.

Tentativi di rivalsa e la posizione dell’ospedale di Bolzano

I documenti allegati alla delibera rivelano inoltre come l’Azienda dei Colli abbia cercato di coinvolgere nelle trattative risarcitorie anche l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, competente per l’ospedale di Bolzano dove l’organo era stato prelevato. Questo tentativo di mediazione non ha però portato ad alcun accordo. Per questo motivo, l’ospedale napoletano ha specificato di riservarsi la possibilità di esercitare future “azioni di regresso”. Un’azione atta a rivalersi su eventuali altri soggetti che dovessero risultare corresponsabili della catena di errori.

La battaglia penale e la ricerca della verità

L’intesa economica non segna la parola fine sul piano umano e giudiziario. Come rimarcato dal legale dei congiunti, l’avvocato Francesco Petruzzi, la transazione prescinde del tutto dai risvolti penali. Restano fuori dall’accordo i possibili danni legati a un reato di falso e i costi sostenuti dalla famiglia per le perizie medico-legali. La famiglia conserva quindi il diritto di costituirsi parte civile nel futuro processo penale per omicidio colposo in concorso, per continuare a chiedere giustizia per Domenico. Sul fronte delle indagini, la Procura di Napoli vede al momento iscritti nel registro degli indagati sette medici dell’ospedale Monaldi. Non si evidenzia nessun profilo di responsabilità è stato al momento contestato al personale sanitario di Bolzano.