Elizabeth Collins preferisce ricordare sua madre Jane per quello che era stata nella sua giovinezza: una ragazza piena di energia e di promesse. Mentre racconta la sua storia alla NBC 5 Responds, tiene tra le mani una fotografia della madre adolescente, vestita con un body da ballerina.
Gli ultimi anni della vita di Jane, morta nel novembre 2025 all’età di 84 anni, sono però stati segnati da una scoperta dolorosa: la donna era stata vittima di una frode orchestrata proprio dalla sua badante, una persona di cui si fidava completamente.
“Non riusciva a credere che fosse successo davvero”, ha raccontato la figlia.
L’allarme della banca e i movimenti sospetti
Il primo campanello d’allarme era arrivato già nel 2024, quando una delle banche di Jane aveva segnalato attività anomale sul suo conto di investimento.
Preoccupata, Collins aveva deciso di controllare con attenzione i documenti finanziari della madre, inclusi gli assegni. Quello che ha scoperto è stato scioccante: secondo le sue ricostruzioni, la badante avrebbe sottratto circa 245.000 dollari.
Il meccanismo della frode
Secondo quanto emerso dagli atti giudiziari, la badante – identificata come Maria Sikorski – avrebbe messo in atto un sistema piuttosto elaborato.
Il piano prevedeva:
-
l’utilizzo delle carte di credito della donna anziana per effettuare acquisti e addebiti fraudolenti
-
il successivo pagamento dei saldi con i conti bancari della vittima, in modo da coprire temporaneamente le tracce delle spese
Quando Collins si è accorta di quanto stava accadendo, ha immediatamente contattato gli istituti bancari chiedendo di bloccare e annullare tutti i pagamenti effettuati telefonicamente.
La confessione in tribunale
Il caso è arrivato davanti alla giustizia e, secondo i documenti del tribunale, Sikorski ha ammesso la propria responsabilità per il furto ai danni di Jane.
Il giudice ha stabilito che la donna dovesse restituire il denaro sottratto alle banche coinvolte nella vicenda. Tuttavia, la questione non si è conclusa come la famiglia sperava.
La richiesta della banca alla vittima
Nonostante la confessione della badante, Jane ha iniziato a ricevere richieste di pagamento da una banca: le veniva chiesto di restituire 141.000 dollari, parte della somma sottratta.
Il conto della donna è stato successivamente trasferito a un ufficio di recupero crediti.
Dopo la morte di Jane nel novembre 2025, la figlia ha ricevuto una lettera in cui la banca respingeva formalmente la segnalazione di frode.
Secondo la motivazione fornita, gli estratti conto erano stati regolarmente inviati all’indirizzo della donna e i pagamenti risultavano effettuati sul conto, circostanze che per l’istituto non giustificavano il rimborso.
Quando una banca rileva movimenti sospetti, non significa che abbia già stabilito che si tratti di una frode. Se il cliente non contesta formalmente e subito le operazioni, l’istituto può considerarle come autorizzate. Dal punto di vista della banca, i pagamenti risultavano effettuati correttamente con credenziali valide. In molte normative bancarie questo viene classificato come operazione autorizzata dal titolare o uso improprio da parte di una persona conosciuta.
L’intervento dei media e una possibile svolta
Di fronte allo stallo della situazione, l’avvocato specializzato in successioni che assiste Collins le ha suggerito di rivolgersi ai giornalisti investigativi di una emittente locale.
Dopo il loro intervento, la banca ha contattato la famiglia e ha indicato un difensore civico incaricato di riesaminare il caso.
Per Collins si tratta del primo spiraglio dopo mesi di difficoltà.
“Finalmente qualcuno sta valutando di nuovo la nostra situazione”, ha spiegato.
Il consiglio per chi ha genitori anziani
La vicenda mette in luce i rischi finanziari che possono colpire le persone anziane, soprattutto quando dipendono da assistenti o caregiver.
Collins oggi invita le famiglie a monitorare con attenzione i conti dei propri genitori:
“Consiglierei a tutti di avere accesso ai conti dei propri genitori. Se avessi potuto controllare prima quelli di mia madre, probabilmente mi sarei accorta subito di quello che stava succedendo”.
Al momento, la famiglia è ancora in attesa di sapere se la banca accetterà definitivamente la richiesta di frode e annullerà il debito.
