Un uomo è morto dopo aver sfondato con la propria auto una sinagoga nel Michigan, negli Stati Uniti. L’episodio, avvenuto giovedì al Tempio Israel di West Bloomfield, è stato definito dall’FBI un possibile atto di violenza mirato contro la comunità ebraica. Nonostante la gravità dell’incidente, nessun bambino o membro dello staff è rimasto ferito.
L’auto contro il tempio e il corridoio percorso a tutta velocità
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, l’uomo ha fatto irruzione nel complesso religioso con un veicolo, entrando nell’edificio e percorrendo un corridoio interno prima di essere fermato dal personale di sicurezza.
Il tempio ospita anche una scuola materna e un centro per famiglie. Al momento dell’attacco erano presenti circa 140 bambini insieme a insegnanti e personale, che sono stati immediatamente messi in sicurezza.
Lo sceriffo della contea di Oakland, Michael Bouchard, ha spiegato che l’auto si muoveva con decisione lungo il corridoio quando è stata intercettata dalla sicurezza del tempio. Durante l’intervento, una guardia giurata è rimasta ferita dal veicolo ed è stata trasportata in ospedale.
Il sospetto identificato dal Dipartimento per la Sicurezza Interna
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha identificato il sospettato come Ayman Mohamad Ghazali, 41 anni. Secondo quanto comunicato dalle autorità federali, l’uomo era nato in Libano ed era entrato negli Stati Uniti nel 2011 come coniuge di una cittadina americana. Nel 2016 aveva ottenuto la cittadinanza statunitense.
Non è ancora chiaro come sia morto. Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi: potrebbe essere stato colpito dal personale di sicurezza, essersi tolto la vita oppure essere morto in seguito all’incendio scoppiato nel veicolo.
Incendio e possibile presenza di esplosivi
Dopo l’impatto all’interno dell’edificio, l’auto ha preso fuoco, generando una densa colonna di fumo nero visibile anche dalle riprese aeree delle televisioni locali.
Secondo quanto riportato dalla CNN, i soccorritori avrebbero individuato quello che sembrerebbe materiale esplosivo all’interno del veicolo. Le indagini sono ancora in corso e l’area resta una scena del crimine attiva.
Circa 30 agenti intervenuti sul posto sono stati curati per inalazione di fumo.
L’FBI indaga su un possibile crimine d’odio
Jennifer Runyan, responsabile dell’ufficio FBI di Detroit, ha spiegato in conferenza stampa che l’indagine è ancora nelle fasi iniziali e che non è possibile stabilire con certezza il movente dell’attacco.
Tuttavia l’agenzia federale sta trattando l’episodio come un possibile atto di violenza mirato contro la comunità ebraica.
Il direttore dell’FBI Kash Patel aveva inizialmente descritto la situazione come un caso di “speronamento con veicolo e sparatoria in corso”.
Reazioni politiche e solidarietà alla comunità ebraica
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso solidarietà alla comunità ebraica del Michigan, definendo l’accaduto “una cosa terribile” e assicurando che le autorità federali andranno fino in fondo nelle indagini.
Anche la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer ha commentato l’episodio sui social, sottolineando che la comunità ebraica deve poter vivere e praticare la propria fede in sicurezza.
Messaggi di sostegno sono arrivati anche dai sindaci di New York, Los Angeles e Chicago, che hanno annunciato un rafforzamento dei pattugliamenti della polizia nei pressi dei luoghi di culto.
Un clima di crescente preoccupazione per l’antisemitismo
L’attacco avviene in un contesto di crescente allarme per l’aumento dei crimini d’odio contro la comunità ebraica negli Stati Uniti.
Secondo un recente rapporto dell’American Jewish Committee, il 91% degli ebrei americani afferma di sentirsi meno sicuro a causa degli attacchi violenti registrati nell’ultimo anno.
Nel Michigan, inoltre, negli ultimi mesi si sono verificati diversi episodi simili contro luoghi di culto, alimentando le preoccupazioni delle comunità religiose e delle autorità locali.
