Una serata che doveva essere dedicata al calcio si è trasformata in un’aggressione da incubo per una ragazza di 18 anni. Nell’agosto del 2023, la giovane stava raggiungendo alcuni amici presso un anfiteatro a Port Macquarie, sulla costa centro-settentrionale del Nuovo Galles del Sud, per assistere alla proiezione della semifinale dei Mondiali femminili tra Australia e Inghilterra.
Durante il tragitto, mentre camminava nei pressi di un surf club, è stata avvicinata da un uomo in bicicletta. L’uomo, poi identificato come Bilal Jdid, 28 anni, le avrebbe chiesto di scattare una fotografia insieme.
La ragazza ha raccontato di aver accettato nonostante si sentisse a disagio, pensando che si trattasse di un turista.
Le domande e poi l’aggressione
Subito dopo lo scatto, l’uomo ha iniziato a rivolgerle alcune domande personali: voleva sapere se fosse australiana e se fosse sposata. La giovane ha risposto di avere un fidanzato, ma questo non lo ha fermato.
Secondo quanto ricostruito negli atti giudiziari, l’uomo l’ha afferrata per il collo e per la spalla, ripetendo più volte di voler trascorrere con lei “solo cinque minuti”.
Quando la ragazza ha iniziato a urlare e a chiedere aiuto, l’aggressore l’ha spinta fuori dal sentiero, trascinandola tra le dune di sabbia vicine.
“Solo cinque minuti”: la frase ripetuta durante l’attacco
Nella zona delle dune l’uomo l’avrebbe aggredita sessualmente, continuando a ripetere la stessa frase mentre la immobilizzava.
“smettila, solo cinque minuti di sesso”.
Secondo i documenti del tribunale, l’aggressore le avrebbe premuto il volto nella sabbia mentre lei cercava di difendersi.
“La vittima non ricorda quante volte l’abbia ripetuto perché era scioccata e terrorizzata”, si legge negli atti giudiziari. La giovane non riusciva a liberarsi perché la presa dell’uomo era troppo forte.
L’aggressione sarebbe durata circa cinque minuti.
La fuga e i soccorsi
Dopo averla lasciata andare, la ragazza è riuscita a scappare. Ha attraversato un terrapieno e ha scavalcato una recinzione di filo spinato per allontanarsi dall’aggressore.
Tre persone presenti nei paraggi si sono accorte della situazione e sono intervenute per aiutarla. Una di loro l’ha accompagnata alla stazione di polizia locale.
La giovane è arrivata con il naso sanguinante e diverse ferite: lesioni al collo, ai polsi, al viso e alle gambe.
L’arresto una settimana dopo
La polizia ha arrestato il sospettato circa una settimana dopo l’attacco, nella sua abitazione.
Durante gli interrogatori, l’uomo ha dichiarato di aver incontrato una donna con cui “voleva iniziare una relazione”, sostenendo che lei non gli avesse dato il numero di telefono quando lo aveva richiesto.
Quando gli investigatori gli hanno chiesto se avesse baciato la vittima o se le avesse messo una mano sotto la maglietta, l’uomo ha risposto: “È possibile, ma niente di più”.
Le accuse e il processo
Bilal Jdid, arrivato in Australia dal Libano nel 2022, si è dichiarato colpevole questa settimana di violenza sessuale aggravata con lesioni personali e di contatto sessuale senza consenso.
Inizialmente era stato rilasciato su cauzione nel novembre 2023, ma l’aveva violata dopo meno di un mese. In seguito la cauzione era stata ripristinata con condizioni più severe.
Dopo la dichiarazione di colpevolezza nel dicembre 2025, l’uomo è stato posto in custodia.
La sentenza attesa ad aprile
Il tribunale ha fissato la lettura della sentenza per il 10 aprile, quando verrà stabilita la pena per l’aggressione avvenuta sulle dune di Port Macquarie.
Il caso ha suscitato forte indignazione, riportando l’attenzione sulla sicurezza delle donne negli spazi pubblici e sugli episodi di violenza avvenuti durante eventi molto frequentati.
