Ian Huntley, l’uomo condannato per l’omicidio delle bambine Holly Wells e Jessica Chapman nel 2002, si trova in condizioni gravissime dopo essere stato aggredito in prigione. Secondo diverse fonti britanniche, il detenuto 52enne potrebbe morire a causa delle ferite riportate durante un violento pestaggio avvenuto all’interno dell’HMP Frankland, nel nord dell’Inghilterra.
L’ex bidello della scuola di Soham sta scontando una pena minima di 40 anni per il duplice omicidio che sconvolse il Regno Unito. Dopo l’attacco, i medici lo hanno ricoverato in condizioni critiche: Huntley avrebbe subito un grave trauma cranico e danni cerebrali che potrebbero risultare irreversibili.
Colpito alla testa con una barra di metallo
L’aggressione sarebbe avvenuta la scorsa settimana, intorno alle 9.30 del mattino, nell’officina del carcere. Secondo le ricostruzioni, un altro detenuto avrebbe afferrato una barra di metallo utilizzata per le casse dei rifiuti e avrebbe colpito Huntley più volte alla testa.
Testimoni riferiscono che l’uomo è stato lasciato a terra in una pozza di sangue. Inizialmente le guardie penitenziarie avevano temuto fosse morto sul posto perché non respirava. I paramedici sono riusciti a rianimarlo e a trasportarlo d’urgenza in ospedale, dove l’hanno indotto in coma farmacologico.
Le lesioni riportate sarebbero estremamente gravi: oltre al trauma cranico, Huntley avrebbe subito danni agli occhi tali da renderlo probabilmente cieco se dovesse sopravvivere.
Medici pessimisti: sopravvivenza molto improbabile
Secondo fonti vicine alla vicenda, i medici ritengono che le possibilità di sopravvivenza siano minime. Gli esami neurologici sul tronco encefalico avrebbero dato risultati poco incoraggianti e Huntley non avrebbe mostrato segni di miglioramento dall’inizio del ricovero.
Alcuni medici starebbero valutando l’ipotesi di interrompere il supporto vitale, dato che il paziente non sta rispondendo alle cure. In precedenza gli specialisti avevano stimato una probabilità di sopravvivenza intorno al cinque per cento.
Secondo alcune testimonianze, l’aggressore avrebbe urlato di averlo ucciso mentre altri detenuti esultavano per l’attacco.
Il sospettato dell’aggressione
Il principale sospettato del pestaggio sarebbe Anthony Russell, 43 anni, detenuto nel medesimo istituto. Russell è stato condannato per tre omicidi e uno stupro.
Nel 2022 fu riconosciuto colpevole dell’uccisione di Julie Williams e di suo figlio David Williams, oltre che dello stupro e dell’omicidio della donna incinta Nicole McGregor vicino a Leamington Spa. Nonostante i sospetti, la polizia non ha ancora effettuato arresti ufficiali in relazione all’aggressione.
Una lunga serie di aggressioni in prigione
Quello avvenuto a Frankland non è il primo attacco subito da Huntley durante la detenzione. Nel corso degli anni è stato più volte preso di mira da altri detenuti.
Nel 2010 un rapinatore gli tagliò la gola, ferita che richiese 21 punti di sutura. Nel 2005 fu invece colpito con acqua bollente da un altro carcerato. Nel 2018 emerse inoltre un audio proveniente dal carcere in cui si parlava di un tentativo di ucciderlo con un’arma improvvisata ricavata da uno spazzolino.
L’uomo aveva anche tentato il suicidio nel 2006 durante la detenzione nella prigione di Wakefield.
Il duplice omicidio che sconvolse il Regno Unito
Ian Huntley fu condannato per l’omicidio di Holly Wells e Jessica Chapman, due amiche di dieci anni scomparse il 4 agosto 2002 a Soham, nel Cambridgeshire.
Le bambine erano uscite per comprare dei dolci quando incontrarono Huntley, che le attirò nella propria casa. Dopo averle uccise, l’uomo abbandonò i corpi in un fosso a circa 19 chilometri di distanza e tentò successivamente di bruciarli.
La loro scomparsa scatenò una gigantesca operazione di ricerca in tutto il Paese. Una fotografia delle due bambine, scattata il giorno della sparizione mentre indossavano magliette del Manchester United abbinate, fece il giro del Regno Unito.
I corpi furono ritrovati circa una settimana dopo.
La condanna e il ruolo della ex compagna
Nel 2003 Huntley fu condannato all’ergastolo con una pena minima di 40 anni di carcere. Anche la sua allora fidanzata, Maxine Carr, assistente insegnante nella scuola frequentata dalle vittime, finì sotto processo.
Carr ricevette una condanna a tre anni e mezzo di carcere per aver fornito un falso alibi a Huntley nel tentativo di aiutarlo a sfuggire alle indagini.
