Addio a Robert Duvall, icona di Hollywood tra Il Padrino e Apocalypse Now

Scomparso a 95 anni l’attore premio Oscar che ha attraversato sei decenni di cinema, diventando uno dei volti più autorevoli e versatili della storia di Hollywood.

Robert Duvall

È morto a 95 anni Robert Duvall, uno degli interpreti più rispettati e riconoscibili del cinema statunitense. L’attore si è spento serenamente nella sua casa di Middleburg, in Virginia, come comunicato dall’agenzia che lo rappresentava a nome della moglie, l’attrice e regista argentina Luciana Pedraza.

Con una carriera durata oltre sessant’anni, Duvall ha costruito un percorso artistico solido e coerente, alternando ruoli da protagonista a interpretazioni di supporto diventate leggendarie.

Robert Duvall: dalle origini militari alla scuola di recitazione

Nato a San Diego, in California, figlio di un ufficiale della Marina, Robert Duvall frequentò il Principia College in Illinois prima di prestare servizio nell’esercito durante la guerra di Corea. Terminato il periodo militare, si trasferì a New York per studiare recitazione con il celebre insegnante Sanford Meisner.

In quegli anni condivise un appartamento con Dustin Hoffman e strinse amicizia con Gene Hackman, altro futuro gigante del cinema americano. Prima del successo cinematografico, Duvall maturò una significativa esperienza teatrale.

L’esordio e i primi ruoli al cinema

Il debutto sul grande schermo arrivò con Il buio oltre la siepe, dove interpretò il timido e misterioso Boo Radley, un ruolo piccolo ma cruciale che rivelò immediatamente la sua intensità espressiva.

Negli anni successivi partecipò a produzioni molto diverse tra loro: Robert Duvall fu antagonista accanto a John Wayne ne Il Grinta; prese parte alla satira antimilitarista M*A*S*H di Robert Altman; e guidò il cast del distopico THX 1138, opera prima di George Lucas.

Il Padrino e la consacrazione

La svolta definitiva arrivò nel 1972 con Il Padrino di Francis Ford Coppola. Nei panni di Tom Hagen, consigliere e avvocato della famiglia Corleone, Duvall diede vita a un personaggio misurato, lucido e centrale negli equilibri della saga. L’interpretazione gli valse la prima di sette candidature agli Oscar. Riprese il ruolo anche ne Il Padrino – Parte II.

Non prese parte invece a Il Padrino – Parte III, a causa di un disaccordo economico con la produzione, definendo la scelta una questione di principio.

Apocalypse Now e le altre interpretazioni memorabili

Nel 1979 tornò a lavorare con Coppola in Apocalypse Now, dove interpretò il tenente colonnello Kilgore. La sua battuta sull’“odore del napalm al mattino” è entrata nell’immaginario collettivo.

Ottenne un’altra nomination per The Great Santini, mentre la consacrazione definitiva arrivò con l’Oscar come miglior attore protagonista per Tender Mercies, in cui vestiva i panni di un cantante country tormentato, esibendosi personalmente nelle parti musicali.

Tra i titoli più importanti figurano anche Network, la miniserie Lonesome Dove, il western Open Range e la miniserie Broken Trail, che gli valse un Emmy.

Regista e interprete di personaggi storici

Duvall si cimentò anche dietro la macchina da presa. Con The Apostle firmò sceneggiatura, regia e interpretazione, ottenendo una nuova candidatura agli Oscar. In seguito diresse Assassination Tango e Wild Horses.

Nel corso della carriera diede volto a figure storiche come Robert E. Lee in Gods and Generals, Joseph Stalin nel film HBO Stalin e Adolf Eichmann in The Man Who Captured Eichmann.

Rimase attivo fino agli anni 2010, ottenendo un’ultima nomination agli Oscar a 84 anni per The Judge e partecipando a produzioni come Jack Reacher e Widows – Eredità criminale.

Vita privata, impegno politico e riconoscimenti

Sposato quattro volte, l’ultimo matrimonio è stato con Luciana Pedraza. Duvall è stato anche un sostenitore di candidati repubblicani e nel 2004 ha ricevuto la National Medal of Arts durante l’amministrazione di George W. Bush.

Non si terrà una cerimonia pubblica ufficiale. La famiglia ha invitato chi desidera ricordarlo a farlo in modo semplice e personale: guardando un buon film, condividendo una storia a tavola con amici o godendosi la bellezza di un paesaggio.

Con la sua scomparsa se ne va uno degli ultimi grandi interpreti classici di Hollywood, capace di attraversare generi e generazioni lasciando un’impronta indelebile nella storia del cinema.