Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di James Van Der Beek. L’attore, simbolo indiscusso della televisione anni ’90, si è spento serenamente all’età di 48 anni. L’annuncio, carico di dolore ma anche di profonda gratitudine per il percorso umano dell’attore, è arrivato tramite i canali ufficiali della famiglia: “James se n’è andato con fede e grazia”, si legge nella nota, che sottolinea come l’interprete abbia affrontato i suoi ultimi giorni circondato dall’affetto dei suoi cari.
La lotta contro il cancro e l’impegno per la sensibilizzazione
La diagnosi di cancro all’intestino era stata resa pubblica dallo stesso Van Der Beek nel 2024. Da quel momento, James non aveva solo lottato per la propria vita, ma aveva trasformato la sua battaglia in una missione pubblica. Dalla partecipazione allo speciale The Real Full Monty per sensibilizzare sulla prevenzione, fino alla difficile scelta di mettere all’asta i cimeli della sua carriera per sostenere le ingenti spese mediche, Van Der Beek ha mostrato un volto umano e vulnerabile della celebrità, restando fedele alla sua famiglia fino all’ultimo istante.
Dal campo di football al set: la nascita di una stella
Nato nel Connecticut nel 1977, la carriera di James iniziò quasi per caso: un infortunio durante una partita di football lo costrinse a lasciare lo sport, spingendolo verso il teatro scolastico. Fu l’inizio di un’ascesa fulminea. Nel 1998, il ruolo di Dawson Leery lo trasformò in un fenomeno globale. Con la sua sensibilità e la passione per il cinema di Spielberg, Dawson divenne il volto di una gioventù introspettiva, rendendo James uno dei volti più amati e riconoscibili del pianeta nel giro di una notte.
Oltre Capeside: una carriera tra cinema e autoironia
Sebbene il legame con Dawson’s Creek sia rimasto indissolubile, Van Der Beek ha saputo spaziare tra generi diversi. Lo ricordiamo nel dramma sportivo Varsity Blues e nell’oscuro Le regole dell’attrazione, dove dimostrò un talento versatile e complesso. Negli anni successivi, James aveva abbracciato con intelligenza il potere dei social e della commedia, prestandosi a parodie di se stesso (come in Scary Movie o nella serie Don’t Trust the B—- in Apartment 23) e trasformando persino i suoi celebri “meme” in un momento di condivisione con i fan.
L’abbraccio dei colleghi e l’eredità umana
La notizia della sua scomparsa ha scatenato un’ondata di commozione tra i colleghi di sempre. Da Sarah Michelle Gellar a Chad Michael Murray, fino a Jennifer Garner e al regista Roger Avary, il coro è unanime: James era “un gigante” di umanità. Oggi l’attore lascia la moglie Kimberly e i loro sei figli. Per sostenere la famiglia dopo il lungo e oneroso percorso di cure, è stata aperta una raccolta fondi su GoFundMe, un ultimo gesto di solidarietà per un uomo che, nonostante il successo globale, non ha mai smesso di essere, prima di tutto, un padre e un marito devoto.
