Addio a Gino Paoli, aveva 91 anni

Se ne va uno dei grandi della canzone d’autore italiana

Gino Paoli

Gino Paoli è morto oggi, a 91 anni. Se n’è andato nella notte, in modo discreto, come discreta è sempre stata la sua presenza nella musica italiana: mai sopra le righe, mai davvero dentro le mode, sempre un passo di lato. Eppure, proprio da quella posizione defilata, ha lasciato un segno enorme.

Paoli è stato uno dei nomi chiave della scuola genovese, quella stagione che ha cambiato il modo di scrivere canzoni in Italia. Con lui, la canzone ha smesso di essere solo melodia e ha iniziato a diventare racconto, sguardo, a volte persino confessione. Senza enfasi, senza bisogno di spiegare troppo.

Il cielo in una stanza

Brani come “Il cielo in una stanza” o “Sapore di sale” sono entrati nel linguaggio comune, prima ancora che nella storia della musica. Non solo per il successo, ma per quello che riuscivano a fare: prendere qualcosa di universale e renderlo immediato, quasi semplice. Anche quando semplice non era affatto. Paoli aveva questa capacità rara: scriveva canzoni che sembravano leggere, ma che restavano, perché non cercavano di impressionare, ma cercavano di essere vere.

Non ha mai rincorso il cambiamento, non ha mai provato a sembrare diverso da quello che era. In un panorama che negli anni si è trasformato continuamente, lui è rimasto riconoscibile. Non per rigidità, ma per coerenza.

Gino ha raggiunto Ornella

La sua storia si intreccia anche con quella di Ornella Vanoni, mancata solo pochi mesi fa, con cui aveva avuto una relazione intensa, personale e artistica. Un pezzo di quella stagione che oggi sembra lontanissima, e che nel giro di pochi mesi ha perso due dei suoi volti più iconici.

Con Paoli non se ne va solo un cantautore, se ne va un modo di stare nella musica: più misurato, più essenziale, meno urlato. Un modo che oggi sembra quasi fuori tempo, e forse proprio per questo ancora più necessario.