Cyberattacco ai freezer dei supermercati: cibo rovinato in 7 Paesi europei

Un'ondata di manomissioni informatiche da remoto alza i termostati fino a 50 gradi: colpite grandi catene, banchi frigo di quartiere e anche un colosso come Ikea.

attacco freezer

Un’azione coordinata nel cuore della notte ha messo in ginocchio la catena del freddo della grande distribuzione in diversi Stati del continente. Attraverso la violazione da remoto delle apparecchiature che regolano il congelamento, ignoti sono riusciti ad alzare drasticamente le temperature di banchi e bacheche refrigerate, portando i termostati fino a +50 °C e rendendo inutilizzabili ingenti quantità di generi alimentari.

La mappa dell’attacco hacker ai freezer: sette nazioni coinvolte

L’incursione informatica non ha risparmiato né i colossi della vendita al dettaglio né le piccole realtà locali. I disservizi più gravi si registrano in Svezia, Belgio, Estonia, Olanda, Lussemburgo, Irlanda e Finlandia.

Tra le strutture colpite figura anche il punto vendita Ikea di Mons, in territorio belga, dove il personale è stato costretto a svuotare le corsie alimentari a scopo cautelativo. Situazione analoga nei Paesi Bassi, dove il pirata informatico ha colpito sia la grande rete distributiva sia esercizi di prossimità e macellerie. In Nord Europa, marchi primari come Ica, Coop, Delhaize e la finlandese K-store hanno dovuto gestire l’emergenza fin dalle prime ore del mattino, posticipando l’apertura al pubblico dei punti vendita per rimuovere la merce degradata.

La tecnica: violati i sistemi di controllo Danfoss

Al centro delle indagini degli esperti di sicurezza informatica c’è l’infrastruttura tecnologica fornita dal colosso danese Danfoss, specializzato nella produzione di regolatori di temperatura.

Il meccanismo dell’attacco ricalca quanto già avvenuto circa tre settimane fa in Francia. I pirati informatici sono riusciti a insinuarsi nei software di gestione centrale: dopo aver neutralizzato i sistemi automatici di allarme per evitare segnalazioni tempestive, hanno riconfigurato i valori termici oppure forzato un prolungamento anomalo dei cicli di sbrinamento. Questo attacco ha causato un surriscaldamento immediato, che ha portato i freezer da temperature sotto zero a picchi compresi tra i +15 °C e i +50 °C.

“Stiamo provvedendo al totale svuotamento dei congelatori. Nonostante i macchinari abbiano ripreso a funzionare correttamente, i prodotti sono ormai irreparabilmente compromessi”, hanno spiegato i responsabili dei punti vendita svedesi ai media locali.

Precedenti e timori per le infrastrutture critiche

L’episodio odierno rappresenta la seconda grande offensiva contro i sistemi di refrigerazione commerciale in Europa nell’arco di un mese, dopo la prima datazione di metà ottobre che aveva già interessato circa 150 punti vendita tra Francia e Paesi Bassi.

Mentre le aziende colpite (tra cui la stessa Danfoss e i responsabili della sicurezza dei gruppi distributivi) lavorano per individuare le falle di rete utilizzate dagli intrusi, cresce l’allarme per la vulnerabilità dei dispositivi IoT (Internet delle Cose) applicati alla logistica e alla conservazione del cibo su scala continentale.