Torna l’ora solare: lancette indietro nella notte e un’ora di sonno in più

Domenica si torna a dormire sessanta minuti in più, ma le giornate si accorciano: ecco quando spostare gli orologi, cosa cambia per la luce e perché il dibattito sull'abolizione continua a far discutere l'Europa.

ora solare

Il fine settimana segna il consueto appuntamento con il cambio dell’orario. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, infatti, scatterà il ritorno all’ora solare. Alle ore 3:00 in punto di domenica mattina, le lancette dovranno essere spostate indietro di sessanta ore, facendole tornare alle 2:00.

Mentre smartphone, computer e dispositivi digitali di ultima generazione si aggiorneranno in autonomia, sarà necessario ricordarsi di regolare manualmente gli orologi analogici e i dispositivi tradizionali sparsi per casa.

Luce al mattino e buio anticipato: i pro e i contro

Il ripristino dell’orario naturale porta con sé una doppia conseguenza visibile fin da subito. Da un lato si guadagna un’ora preziosa di sonno la domenica mattina. Si potrà anche contare su sessanta minuti di luce in più nelle prime ore del giorno. Dall’altro, il rovescio della medaglia si noterà già da questo fine settimana con un tramonto anticipato di un’ora e serate che si faranno buie molto prima.

Un cambiamento che, unito all’arrivo delle prime piogge e del freddo autunnale (specialmente al Nord Italia), rischia di incidere sui bioritmi personali, accentuando quella tipica sensazione di stanchezza, spossatezza e il desiderio di trovare riparo al caldo.

Origini e storia dell’alternanza tra ora solare e legale

L’ora solare viene considerata l’orario “naturale”, contrapposta all’ora legale. Quest’ultima fu introdotta in diversi Stati europei durante la Prima guerra mondiale con lo scopo strategico di risparmiare energia. In Italia l’alternanza è stata a lungo altalenante prima di trovare una stabilità: fu l’allora Comunità Economica Europea a coordinare le normative nel 1980, gettando le basi per la direttiva del 2001 che regola tuttora il sistema.

Nel frattempo, il prossimo appuntamento inverso è già fissato per la primavera: l’ora legale tornerà nella notte tra il 27 e il 28 marzo dell’anno prossimo, facendo avanzare gli orologi di un’ora.

Tra stress biologico e dibattiti aperti in Europa

Il passaggio continuo tra i due regimi orari non manca di sollevare polemiche periodiche in Italia e nei paesi occidentali che adottano il sistema. Tra i temi al centro delle discussioni ci sono i presunti effetti negativi sul benessere psicofisico e lo stress temporaneo causato dallo spostamento forzato dei ritmi circadiani.

La questione resta aperta anche a livello politico: sul finire del 2025, ad esempio, il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez si è attivato nelle sedi istituzionali europee per spingere verso l’abolizione definitiva del cambio d’orario, riaccendendo un dibattito che dura da anni. Nonostante i tentativi di riforma, al momento le regole non sono cambiate e la maggior parte dei paesi continua ad adeguarsi, a eccezione di alcune realtà internazionali come Russia, Argentina, India e parti dell’Australia.