Roma Est brucia: bombe, vendette e l’ombra del clan Senese sugli autosaloni

Con l'uscita di scena dei vecchi boss, la periferia della Capitale si trasforma in un campo di battaglia. Tra intimidazioni al sapore di tritolo e il silenzio omertoso dei quartieri, scatta la corsa al potere criminale.

Roma Est Clan Senese

Un copione che ormai si ripete con spietata regolarità: il fumo denso che sale verso il cielo della periferia e il boato che sveglia il quartiere nel cuore della notte. Intorno alle tre del mattino, la furia piromane ha divorato nove autovetture e un furgone nel piazzale della Stockauto, attività commerciale situata lungo la via Prenestina, a breve distanza da Ponte di Nona.

Ma l’azione criminale non si è fermata al piazzale della concessionaria. Contemporaneamente, un ordigno carta è stato fatto esplodere davanti al cancello d’ingresso della dimora del titolare dell’attività, a Castelverde in via Fano Adriano, sventrandone la recinzione. L’uomo, noto alle forze dell’ordine per precedenti legati agli stupefacenti, si trovava all’interno dell’abitazione al momento dell’impatto. Un doppio attacco coordinato che ha il sapore amaro del regolamento di conti e della punizione esemplare.

La scia di tritolo che paralizza Roma Est: 13 esplosioni da maggio

L’episodio della Prenestina non rappresenta un caso isolato, bensì il capitolo più recente di una vera e propria escalation di terrore che sta attraversando l’intero quadrante sud-est di Roma. Dalla Romanina a Casal Bruciato, passando per il Tuscolano, Alessandrino, Centocelle e Tor Bella Monaca, il bilancio conta ben tredici attentati con esplosivi a partire dallo scorso mese di maggio.

La sequenza degli attacchi più recenti rivela una strategia precisa e implacabile contro il settore del noleggio e della compravendita di veicoli.

Travis Car (via Casilina / Alessandrino): bersagliata a fine agosto da un doppio ordigno; il gestore è considerato dagli inquirenti una figura chiave nello spaccio del Quarticciolo. Costantino Rent Cars (via Casilina): colpita agli inizi di ottobre. I gestori, scampati già nel 2021 a un agguato armato orchestrato dal braccio destro dei Senese, vantavano legami con la storica leadership della tifoseria laziale. Gold Car (via dei Platani, Centocelle): devastata pochi giorni prima da un’esplosione che ha ribaltato veicoli e proiettato schegge a decine di metri. La concessionaria era gestita dai familiari di esponenti contigui alla criminalità organizzata locale e già oggetto di recenti indagini di Finanza e minacce dirette (“Porta le chiavi e la macchina“).

Il vuoto di potere dopo Michele ‘O Pazz: scatta la guerra delle “mezze cartucce”

Cosa c’è davvero dietro questo bollettino di guerra quotidiano? Gli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia tracciano un quadro chiaro: la fine di un’era e il crollo degli storici equilibri. Per anni, la presenza egemone di Michele Senese (noto come ‘O Pazz) ha garantito una sorta di “paxe armata”, contenendo le spinte autonomiste delle varie fazioni dedicate al traffico di cocaina e crack.

Oggi, con i vertici del clan colpiti da continue ordinanze di custodia cautelare e accusati di essere i mandanti di delitti eccellenti (compreso l’omicidio dell’ultrà “Diabolik”), l’assenza di una figura di riferimento fa esplodere i conflitti al minimo attrito. Tra i rilievi delle forze dell’ordine nei luoghi dei boati spuntano volti noti delle nuove generazioni dei clan della zona, ma la rabbia e la voglia di rivalsa crescono a dismisura. Basta un banale sgarro o una rivalità per far scattare la risposta armata, esponendo le attività coperte in passato a continue incursioni e ritorsioni delle batterie rivali.

Clima di omertà e la voce della strada: “Ci stiamo abituando ai boati”

Mentre il terrore corre lungo le vie di Roma Est, sul fronte delle indagini si erge il muro della paura e dell’omertà. Diversi commercianti ed esercenti colpiti preferiscono il silenzio: emblematico il caso del titolare di un’enoteca in zona Don Bosco che, nonostante il locale fosse stato polverizzato da un ordigno, ha preferito tacere agli investigatori di aver ricevuto pesanti ultimatum d’acquisto nei giorni precedenti.

Sui marciapiedi dei quartieri coinvolti la tensione si taglia con il coltello, tra chi mormora vendetta e chi guarda con disillusione a questi nuovi protagonisti della malavita romana. Come osserva amareggiata una residente storica di Centocelle: «Ci stiamo quasi abituando a svegliarci di soprassalto per i boati nella notte. Ma rispetto alla criminalità vera del passato, questi sembrano solo mezze cartucce che si atteggiano sui social media, mettendo a rischio la vita di tutti.»