Un grave fatto di sangue ha sconvolto la comunità di Mirandola, in provincia di Modena. Nel pomeriggio di giovedì, due anziani coniugi, Pietro Ferdinando Casari, 82 anni, pensionato, e Vincenza Giannini, 74 anni, ex operaia nel settore biomedicale, sono stati rinvenuti privi di vita all’interno della loro abitazione rurale, situata nei pressi della zona industriale del comune emiliano. Entrambi presentavano ferite mortali riconducibili a una decapitazione.
Nelle prime ore di venerdì è scattato il fermo nei confronti di Daniele Tavoni, 55 anni, figlio della donna nato da un precedente matrimonio.
La scoperta e i primi rilievi della Polizia
A lanciare l’allarme è stata una vicina di casa, insospettita dal fatto di non aver visto uscire la coppia per le consuete routine quotidiane. All’arrivo delle forze dell’ordine e dei soccorritori, la scena apparsa agli agenti è stata drammatica: l’uomo di 55 anni si trovava ancora all’interno dell’immobile, rannicchiato in un angolo dell’ingresso.
Gli investigatori della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica, sotto la coordinazione del pubblico ministero Marco Niccolini e del dirigente Mario Paternoster, hanno eseguito accurati rilievi per tutta la notte, recuperando diverse armi da taglio. Per accedere all’abitazione in sicurezza è stato necessario anche l’intervento del soccorso veterinario, che ha preso in custodia un cane di grossa taglia e diversi gatti presenti nell’immobile.
Il profilo dell’indagato e le preoccupazioni della madre
Il 55enne, disoccupato e residente nell’appartamento adiacente a quello delle vittime, era da tempo seguito dai servizi sociali e di recente sottoposto a valutazioni di carattere psichiatrico. Interrogato a lungo dagli inquirenti, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Chi conosceva la famiglia descrive un quadro di profondo disagio. Diverse amiche e conoscenti della 74enne hanno confermato come la donna esprimesse da tempo una costante preoccupazione per il futuro del figlio. Tra i ricordi dell’ex collega Nadia emerge il ritratto di una donna solare e dedita alla famiglia, con un’unica grande ombra legata alle difficoltà del cinquantacinquenne.
L’enigma del messaggio e le indagini in corso
Tra gli elementi al vaglio della Procura di Modena c’è anche un dettaglio legato all’uso dello smartphone della donna. Verso le 19:30 di giovedì, un’amica della vittima avrebbe inviato un messaggio a Vincenza, ricevendo come risposta: “Stasera sono fuori a cena, ci sentiamo più avanti”.
Tuttavia, secondo le prime valutazioni della Medicina Legale guidata dalla dottoressa Sara Mantovani, a quell’ora la donna potrebbe essere già stata uccisa. Gli accertamenti tecnici cercheranno di chiarire chi abbia effettivamente inviato quel testo, mentre sul posto si è stretta l’intera comunità locale, compresa la sindaca di Mirandola, Letizia Budri.
