Inferno in via Longo: boato da incubo, due in rianimazione e 40 sfollati

L’aria resa irrespirabile dal metano, poi la deflagrazione che ha distrutto la palazzina nel quartiere Borgo Santa Caterina. Due vetture d'emergenza corrono verso gli ospedali, mentre decine di famiglie trascorrono la notte fuori casa.

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Un brusco e assordante boato ha squarciato il silenzio delle 19:30, scuotendo le fondamenta del quartiere Borgo Santa Caterina, Bergamo, seminando il panico tra le vie della città. All’origine del dramma, verificatosi lunedì 5 ottobre al civico 9 di via Longo, vi sarebbe una devastante fuga di gas sfociata in un’esplosione che ha letteralmente travolto un edificio di sei piani. L’onda d’urto, paragonata da chi l’ha vissuta a una violenta scossa sismica, si è accanita in particolare sulle abitazioni del piano rialzato. Una pressione che ha polverizzato le finestre e scagliando un fiume di detriti e schegge di vetro sul manto stradale.

Due persone tra la vita e la morte

Il bilancio complessivo della tragedia conta nove persone coinvolte, ma per due di loro le condizioni sono estremamente critiche. Si tratta dell’uomo e della donna che occupavano l’immobile da cui si presume si sia scatenato l’inferno. Entrambi hanno riportato ustioni profonde su gran parte del corpo. Per il primo si è reso necessario un trasferimento d’urgenza al centro specializzato di Verona. La donna lotta disperatamente tra la vita e la morte al reparto rianimazione dell’ospedale Niguarda di Milano. Oltre ai due feriti più gravi, la macchina dei soccorsi ha assistito altri due residenti trasportati in codice giallo e cinque feriti lievi in codice verde. Beffa del destino, uno degli appartamenti più devastati dalla deflagrazione era stato appena ristrutturato e avrebbe dovuto accogliere i nuovi proprietari soltanto il giorno seguente.

I segnali inascoltati e il terrore tra le scale

A ricostruire quegli istanti di puro terrore sono le voci angosciate dei testimoni. Già nelle ore precedenti, in molti avevano avvertito nell’aria una presenza costante e sinistramente densa di gas. Guido Pinto, 47 anni, residente nello stabile, rievoca così la sequenza che ha preceduto il disastro: dopo essere rientrato a casa e sceso per una lezione di pilates, intorno alle 19 ha nettamente percepito l’odore nei pressi del vano ascensore. Condividendo la preoccupazione con un altro condòmino, ha cercato invano di individuarne la provenienza. Nemmeno trenta minuti dopo, l’esplosione: «Siamo fuggiti in strada in mezzo alle urla, nel caos generale, tra gente ferita e un tappeto di vetri distrutti». Scene da incubo confermate anche dai commercianti della vicina via Suardi, accorsi allo scoperto dopo aver udito il fragore e trovatisi di fronte a ragazzi sotto shock che gridavano aiuto.

I rilievi e la mazzata dell’inagibilità

Immediato e imponente l’intervento dei soccorsi. L’area è stata rapidamente sigillata e cinta da cordoni di sicurezza all’altezza di via Suardi e Borgo Santa Caterina. Un’azione necessaria per consentire l’operato dei sanitari del 118, dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Polizia Locale. Benché a una primissima analisi visiva la struttura non mostrasse lesioni strutturali macroscopiche, gli esami approfonditi condotti dal Nucleo Investigativo dei Vigili del Fuoco hanno evidenziato criticità. Da quanto appurato le autorità sono state costrette a dichiarare l’intero immobile del tutto inagibile (mentre sono stati confermati agibili gli stabili adiacenti). Sul posto, per coordinare le fasi più delicate delle indagini e chiarire le esatte responsabilità dell’accaduto, sono giunti anche il pubblico ministero Emanuele Marchisio, il prefetto Luca Rotondi e il questore Vincenzo Nicolì.

La catena della solidarietà per i quaranta sfollati

Con la dichiarazione di inagibilità, circa quaranta residenti si sono ritrovati improvvisamente senza un tetto, costretti ad abbandonare di corsa le proprie abitazioni con i soli abiti che indossavano. Intorno alle 23, i volontari della Protezione Civile hanno prestato la prima assistenza sul posto distribuendo coperte, bevande calde e generi di prima necessità. Parallelamente si è messa in moto la macchina istituzionale del Comune. La sindaca Elena Carnevali ha supervisionato costantemente la situazione da remoto in contatto con la Prefettura. L’assessora ai Servizi Sociali Marcella Messina ha guidato le operazioni d’emergenza insieme alla Polizia Locale.

Per evitare che le famiglie sfollate trascorressero la notte all’addiaccio, è scattata una vera e propria gara di solidarietà. Alloggi gratuiti sono stati subito resi disponibili grazie alle stanze del Central Hostel e al pronto intervento del direttore di Oriocenter, Ruggero Pizzigalli, che ha garantito ospitalità presso le strutture degli NH Hotels (del centro e di Orio) e dell’Hotel Excelsior San Marco.