Non è più soltanto una questione economica, ma una vera e propria battaglia di sopravvivenza. Da nord a sud della penisola, la misura è colma e le campagne si stanno svuotando per occupare le arterie stradali e gli snodi logistici fondamentali. L’esasperazione si legge sul volto di chi ogni giorno lavora la terra: concimi, sementi, energia e gasolio hanno raggiunto cifre stratosferiche, riducendo a zero i margini di guadagno. A questo si aggiunge la scure delle importazioni a basso costo dall’estero, che svalutano le produzioni locali imponendo prezzi d’acquisto mortificanti. Gli agricoltori si trovano di fronte a un dilemma paradossale e doloroso: lavorare in perdita o incrociare le braccia.
La protesta dell’olio a Bitonto: «Non è più sostenibile raccogliere»
A Bitonto, nel cuore della Puglia olivicola, circa 300 produttori hanno paralizzato lo svincolo per Palombaio sulla provinciale 231. Emblematico e drammatico il crollo del valore dell’olio extravergine d’oliva, la cui quotazione al chilo è letteralmente dimezzata, passando da circa nove euro ad appena quattro. Sotto la spinta del Comitato Rivolta Olivicoltori, le famiglie agricole chiedono a gran voce il riconoscimento immediato dello stato di crisi, sostegni straordinari, lo stop ai mutui e misure concrete contro la concorrenza sleale. Gli striscioni mostrano parole chiare: non si chiedono assistenze a fondo perduto, ma il rispetto e il diritto di vivere del proprio lavoro. Con l’avvio della campagna di raccolta, il rischio concreto è che quintali di olive rimangano sugli alberi perché raccoglierle costa ormai più che venderle.
Trattori in strada da Roma alla Calabria: bloccati depositi e snodi viari
Il clima di tensione e disperazione attraversa l’intero Paese con presidi e cortei che stanno mettendo a dura prova la viabilità strategica:
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Lazio (Torrimpietra): Sulla via Aurelia, all’altezza del chilometro 29, i trattori hanno paralizzato il traffico alle porte della Capitale. Tra gesti estremi e carichi di sconforto, come il latte versato direttamente sull’asfalto per evidenziare la svalutazione totale del prodotto, intere famiglie si sono unite alla mobilitazione contro il caro vita.
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Lamezia Terme: Lunghe code e disagi si registrano tra la Statale 18 e le rotatorie d’accesso all’aeroporto, dove la presenza dei mezzi agricoli ha mandato in tilt lo scorrimento dei veicoli.
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Vibo Marina: La protesta si è spinta fino ai punti nevralgici dell’approvvigionamento energetico. I trattori hanno sbarrato l’accesso a viale delle Industrie, impedendo il passaggio delle autobotti dirette ai depositi Eni e Meridionale Petroli, centro propulsore del carburante per gran parte della regione.
Il muro contro la politica e la richiesta d’aiuto immediata
Nonostante i disagi al traffico e i blocchi stradali, tra i manifestanti si respira un forte senso di solidarietà, condiviso spesso dagli stessi camionisti bloccati e dalle forze dell’ordine presenti per garantire la sicurezza. La rabbia dei lavoratori è indirizzata soprattutto verso le istituzioni, colpevoli agli occhi della categoria di non comprendere la gravità della situazione e di rispondere con lentezza o bollature ingiuste. Per chi ha abbandonato i campi per presidiare le strade, la richiesta è una sola: la politica chieda scusa e intervenga subito con misure strutturali prima che l’intero comparto agricolo italiano vada definitivamente al collasso.
