Tragedia a Catania: muore in Questura dopo un inseguimento. Avviata inchiesta

Un quarantenne fugge all'alt, viene fermato dalla polizia e accusa un malore fatale durante le procedure di identificazione in commissariato. La Procura ordina l'autopsia.

Catania inseguimento

Un controllo stradale di routine si è trasformato in una drammatica vicenda nella notte tra il 3 e il 4 ottobre a Catania. Un uomo di 40 anni, già noto alle forze dell’ordine, viaggiava a bordo del proprio scooter quando si è imbattuto in un posto di blocco della Polizia di Stato. Anziché accostare all’alt intimato dagli agenti, il conducente ha accelerato bruscamente la corsa, imboccando via D’Amico contromano e mettendo a rischio la sicurezza della circolazione.

La fuga su due ruote si è interrotta poco dopo in via Mascagni: qui l’uomo ha abbandonato il ciclomotore tentando una disperata corsa a piedi. I poliziotti lo hanno inseguito e bloccato a breve distanza, ponendo fine al tallonamento.

Il malore improvviso durante le procedure in commissariato

Dopo il fermo, l’uomo è stato condotto presso gli uffici del Commissariato di via San Giuseppe La Rena per completare gli accertamenti di rito e procedere alla sua identificazione. È proprio all’interno della struttura della Questura che la situazione è precipitata: il quarantenne ha accusato un grave e improvviso malore.

Gli agenti presenti si sono immediatamenti attivati per prestare i primi soccorsi, praticando il massaggio cardiaco nell’attesa dei soccorsi medici. Poco dopo è giunto sul posto il personale sanitario del 118, che ha proseguito con le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Ogni tentativo si è rivelato purtroppo vano e i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.

Indagini in corso e il nodo dell’autopsia

Sulla vicenda la Procura della Repubblica di Catania ha tempestivamente aperto un fascicolo d’inchiesta per fare piena luce sui dettagli del dramma. Il magistrato di turno ha disposto l’esame autoptico sulla salma, un passaggio ritenuto fondamentale per stabilire con certezza le cause fisiologiche del decesso e chiarire se la morte sia sopraggiunta per cause naturali o per altre complicazioni.

Tra le diverse piste al vaglio degli inquirenti non si esclude l’ipotesi che l’uomo si trovasse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti al momento dei fatti. Gli accertamenti medico-legali e tossicologici serviranno a ricostruire l’esatta sequenza degli eventi compresi tra il fermo strada e il malore in ufficio.