Avvelena lo zio ricoverato per l’eredità: arrestata 38enne a Casale Monferrato

Il 74enne è stato intossicato ripetutamente con psicofarmaci nascosti nelle bevande e nelle terapie. L'allarme dei medici e il tempestivo intervento dei carabinieri hanno sventato il piano economico della nipote.

Avvelena zio

Una vicenda dai contorni cupi è emersa a Casale Monferrato, nell’Alessandrino, culminando nell’arresto di una 38enne disoccupata con precedenti di polizia. La donna è accusata di tentato omicidio premeditato ai danni dello zio 74enne, attualmente ricoverato presso una struttura sanitaria locale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti della Procura di Vercelli, la nipote somministrava sistematicamente dosi massicce di benzodiazepine all’anziano con un unico obiettivo: accelerarne il decesso per entrare subito in possesso dei suoi beni di famiglia.

L’allarme dei medici e il ritrovamento nelle flebo

I primi sospetti sono nati a metà agosto, quando i sanitari dell’ospedale hanno notato un’anomalia sospetta sulle apparecchiature del paziente. La parte finale del tubo di deflusso di una flebo appariva alterata da un liquido di colore lattescente, del tutto estraneo ai farmaci prescritti. La segnalazione immediata all’Arma dei Carabinieri ha portato al sequestro del dispositivo endovenoso e all’avvio degli accertamenti clinici. Le analisi sul sangue dell’anziano hanno confermato una prolungata e ingiustificata assunzione di ansiolitici, causa dei continui e inspiegabili episodi di torpore che colpivano l’uomo.

Il succo di frutta e l’arresto in flagranza

La svolta investigativa si è consumata il 20 agosto, a seguito di un ennesimo e brusco peggioramento delle condizioni del 74enne, colto da perdita di conoscenza subito dopo aver consumato un succo di frutta portato dalla nipote. È stato lo stesso anziano, in un momento di temporanea lucidità, a rivelare al personale medico come ogni visita della donna fosse seguita da una profonda quanto anomala sonnolenza. Allertati tempestivamente, i carabinieri hanno bloccato la 38enne all’interno del reparto: all’interno della sua borsetta sono stati rinvenuti una siringa già usata e diversi flaconi di psicofarmaci e antidepressivi.

Le prove digitali e la custodia cautelare

Le successive perquisizioni, estese all’autovettura dell’indagata, hanno permesso di recuperare un’ulteriore siringa e la boccetta vuota del succo offerto allo zio. Determinante si è rivelata anche l’analisi dei dispositivi informatici della donna, all’interno dei quali i militari hanno tracciato recenti ricerche internet focalizzate sulla letalità dei dosaggi di benzodiazepine. A seguito della convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari, la donna è stata trasferita presso il carcere di Vercelli. L’anziano, fortunatamente dichiarato fuori pericolo di vita, è potuto rientrare nella propria residenza assistita.