d4vd accusato di omicidio aggravato: il rapper rischia la pena di morte

David Burke si dichiara innocente mentre emergono dettagli agghiaccianti sul caso della giovane Celeste Rivas Hernandez.

d4vd

Il panorama musicale internazionale è scosso da uno dei casi di cronaca nera più crudi degli ultimi anni. Il rapper d4vd, all’anagrafe David Anthony Burke, si trova attualmente in regime di custodia cautelare senza possibilità di cauzione, accusato dell’omicidio di primo grado della quattordicenne Celeste Rivas Hernandez. La gravità delle imputazioni sollevate dalla Procura di Los Angeles pone l’artista di fronte allo spettro della pena di morte.

Le pesanti accuse del procuratore Nathan Hochman

Secondo quanto esposto dal procuratore distrettuale Nathan Hochman, il quadro accusatorio contro Burke è estremamente complesso. Oltre all’omicidio di primo grado, al rapper vengono contestati reati pesantissimi: atti sessuali su minore (di età inferiore ai 14 anni) e mutilazione di cadavere.

L’accusa ha identificato diverse circostanze aggravanti che complicano la posizione del cantante:

  • Aggressione a sorpresa: l’omicidio sarebbe avvenuto in modo proditorio.

  • Eliminazione di un testimone: la vittima stava collaborando a un’indagine precedente su Burke.

  • Fine di lucro: l’omicidio sarebbe stato motivato dalla volontà di Burke di proteggere la propria redditizia carriera musicale, messa a rischio dalle dichiarazioni della giovane.

Un’indagine complessa tra prove forensi e digitali

L’arresto è avvenuto a distanza di sette mesi dal ritrovamento del corpo, avvenuto l’8 settembre 2025. Ne avevamo parlato QUI. Hochman ha giustificato le tempistiche sottolineando la necessità di un’indagine “rigorosa e approfondita”. In assenza di video o testimoni oculari del momento del delitto, gli investigatori hanno dovuto analizzare meticolosamente prove digitali e forensi per ricostruire lo stato mentale del sospettato e la dinamica dei fatti.

Il riconoscimento di Celeste è stato particolarmente drammatico: a causa delle condizioni dei resti, ritrovati in due sacchi neri, la famiglia ha potuto identificare la giovane solo grazie a un tatuaggio su un dito.

La strategia della difesa e il sostegno della famiglia

Nonostante la pressione delle accuse, d4vd si è dichiarato non colpevole tramite il suo team legale, guidato dall’avvocato Blair Berk. La difesa sostiene con fermezza che le “prove concrete” dimostreranno l’estraneità di Burke ai fatti.

Anche i genitori dell’artista sono intervenuti pubblicamente, dichiarandosi addolorati ma fermamente convinti dell’innocenza del figlio. Tuttavia, i rapporti dei media descrivono uno scenario inquietante: al momento dell’arresto nella sua villa di Hollywood Hills, l’abitazione versava in uno stato di estremo disordine, suggerendo un recente periodo di isolamento e alterazione del rapper.

Il mondo della musica prende le distanze

L’industria discografica sta reagendo con una chiusura netta nei confronti di Burke. Tra i segnali più evidenti c’è la posizione di Kali Uchis, che ha collaborato con d4vd nel brano “Crashing”. La cantante non solo ha preso le distanze a livello personale, ma ha richiesto formalmente la rimozione del brano dalle piattaforme di streaming.

Mentre la famiglia di Celeste invoca giustizia, l’attesa si sposta ora sulla pubblicazione dei risultati dell’autopsia, che potrebbero fornire nuovi elementi determinanti per l’esito del processo.