Occasioni mancate: l’omicidio di Leo Ross e l’allarme ignorato

Prima dell’omicidio del 12enne Leo Ross, il giovane aggressore era già stato segnalato per violenze e comportamenti pericolosi. La famiglia della vittima chiede spiegazioni alle autorità.

Leo Ross Birmingham

La morte del dodicenne Leo Ross, accoltellato mentre tornava a casa da scuola a Birmingham, ha sollevato pesanti interrogativi sull’operato delle autorità. L’autore dell’aggressione, Kian Moulton, all’epoca quindicenne, era già stato coinvolto in diversi episodi di violenza nei mesi precedenti al delitto.

Secondo quanto emerso durante il processo, il giovane era stato sospettato di almeno quattro aggressioni separate, tra cui due contro agenti di polizia. Nonostante questi precedenti, il ragazzo era rimasto in libertà fino al giorno dell’omicidio.

Il padre della vittima, Christopher Ross, ha dichiarato pubblicamente di ritenere che vi siano state numerose opportunità per fermare l’adolescente prima della tragedia. A suo giudizio, dopo i primi episodi di violenza le autorità avrebbero dovuto intervenire con maggiore decisione.

Il profilo del giovane aggressore

Kian Moulton è nato a Birmingham il 23 marzo 2010. È cresciuto nel quartiere di Yardley Wood, in una casa a schiera situata a pochi minuti dal Trittiford Mill Park, il luogo dove si sono verificati alcuni degli attacchi.

Il ragazzo aveva già avuto problemi seri a scuola. Era stato infatti escluso dall’istruzione tradizionale e successivamente da un’unità educativa specializzata dopo aver rotto il naso a un insegnante e aver portato un coltello in classe.

Secondo diverse testimonianze, nel quartiere aveva la reputazione di essere una persona aggressiva. Circa sei mesi prima dell’omicidio aveva anche lanciato un mattone contro la vetrina di un negozio vicino alla sua abitazione.

Dalle ricostruzioni emerse in tribunale, Moulton aveva inoltre vissuto una situazione familiare difficile: da bambino era stato testimone di episodi di violenza domestica, aveva manifestato pensieri suicidi e compiuto alcuni tentativi di togliersi la vita.

L’aggressione nel negozio e le indagini tardive

Un episodio particolarmente discusso riguarda un’aggressione avvenuta nell’agosto 2024 in un negozio vicino alla casa del ragazzo. Le telecamere di sicurezza hanno ripreso Moulton mentre attaccava una donna all’interno del locale.

La polizia era stata chiamata sul posto, ma in quell’occasione non era stato effettuato alcun arresto. Il giorno successivo il giovane era tornato nello stesso negozio e aveva infranto la porta a vetri dell’ingresso.

Secondo quanto riportato dal personale del negozio, una dichiarazione formale alla polizia sarebbe stata raccolta solo dopo l’omicidio di Leo, circa cinque mesi più tardi. Il direttore dell’attività ha espresso amarezza per quanto accaduto, sostenendo che un intervento tempestivo avrebbe potuto forse evitare la tragedia.

Dal canto suo, la polizia delle West Midlands ha spiegato di aver aperto un’indagine sull’aggressione, ma che non era stato possibile identificare con certezza il responsabile in quel momento.

Le molestie e le false segnalazioni

Un’ex compagna del padre di Moulton ha raccontato di aver subito una serie di molestie da parte dell’adolescente nel corso del 2024. Secondo la sua testimonianza, la polizia sarebbe stata chiamata più volte presso la sua abitazione a causa di segnalazioni false.

Tra queste, anche una denuncia online secondo cui la donna avrebbe nascosto un cadavere in casa. In un altro episodio, qualcuno aveva segnalato alle autorità che Moulton si trovava nel suo giardino e stava per essere accoltellato: la donna sostiene che fosse stato proprio il ragazzo a inviare la segnalazione fingendo di essere lei.

Gli attacchi alle donne anziane

Nei giorni immediatamente precedenti all’omicidio, il quindicenne aveva aggredito tre donne anziane nella zona di Trittiford Mill Park.

La prima vittima, Valerie Mann, 82 anni, fu spinta in un fossato pieno d’acqua mentre passeggiava nel parco. L’uomo, secondo la sua testimonianza, le avrebbe detto: “Ho cercato di annegarti, ora ti ucciderò”, colpendola poi più volte alla testa con il suo stesso bastone da passeggio.

Dopo l’aggressione, Moulton avrebbe finto di essere un passante che cercava aiuto, segnalando ad altre persone la presenza di una donna ferita nell’acqua.

Il giorno successivo fu la volta di Christine Canty, 72 anni, che riportò una ferita alla testa durante un attacco simile. Il 21 gennaio, poche ore prima dell’omicidio di Leo, venne presa di mira anche Diana Copplestone, 79 anni.

L’attacco mortale a Leo Ross

Nel pomeriggio del 21 gennaio, il giovane aggressore ha incontrato Leo Ross mentre il dodicenne tornava a casa da scuola nel quartiere di Yardley Wood.

Le telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso mentre pedalava nelle vicinanze della vittima. Poco dopo, Moulton ha colpito Leo allo stomaco con un coltello da cucina.

Secondo la polizia, si è trattato di un attacco completamente casuale e privo di qualsiasi motivazione apparente. Il ragazzo non conosceva la vittima.

Leo è morto in seguito alle ferite riportate.

Il dolore della famiglia

Durante il processo, la madre di Leo, Rachel Fisher, ha letto in aula una dichiarazione rivolta all’assassino del figlio.

Ha descritto Leo come un bambino gentile, affettuoso e pieno di vita. La sua morte ha devastato l’intera famiglia, in particolare la sorella minore di nove anni, che aveva in lui il suo migliore amico.

“Leo è andato a scuola e non è mai tornato”, ha detto la donna. “Perdere mio figlio in questo modo è qualcosa che mi perseguiterà per sempre”.

La condanna e le domande rimaste aperte

Il mese scorso la Birmingham Crown Court ha condannato Kian Moulton all’ergastolo, stabilendo una pena minima di 13 anni prima della possibilità di libertà condizionale.

Nonostante la sentenza, la famiglia Ross continua a chiedere chiarimenti sul perché il ragazzo non sia stato fermato prima. Secondo il padre della vittima, i segnali di pericolo erano evidenti già molto tempo prima della tragedia.

La vicenda ha riacceso il dibattito sul modo in cui vengono gestiti i giovani con comportamenti violenti e su quanto sia importante intervenire tempestivamente per prevenire tragedie simili.