Fondi PAC, maxi frode in Sicilia: 29 indagati e sequestri

La Procura europea di Palermo smantella un sistema illecito sui contributi agricoli: un arresto, misure cautelari e beni sequestrati per oltre 1,4 milioni di euro.

Fondi PAC

Un’articolata indagine coordinata dall’ufficio di Palermo della Procura europea ha portato alla luce un presunto sistema fraudolento ai danni dei fondi agricoli dell’Unione europea in Sicilia. L’inchiesta riguarda un danno stimato in oltre 1,4 milioni di euro, legato all’indebita percezione di risorse della Politica agricola comune (PAC).

Il provvedimento ha condotto all’arresto di un indagato, posto ai domiciliari con braccialetto elettronico, e all’applicazione di misure restrittive nei confronti di altre cinque persone.

Società fittizie e accesso illecito ai fondi PAC

Secondo quanto emerso, tra il 2018 e il 2022 il gruppo avrebbe operato in diverse province siciliane costituendo società agricole ritenute fittizie. Attraverso queste strutture sarebbero stati ottenuti in modo fraudolento diritti di pagamento della PAC dalla Riserva Nazionale per un valore superiore a 360 mila euro.

Il meccanismo avrebbe ingannato l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, ente incaricato della gestione e distribuzione dei fondi agricoli europei in Italia.

Terreni dichiarati e usucapioni simulate

Gli indagati sono sospettati di aver dichiarato falsamente la proprietà o il possesso di terreni agricoli, inclusi appezzamenti che non risultavano nella loro disponibilità. In alcuni casi sarebbe stata attestata l’acquisizione dei fondi per usucapione, circostanza ritenuta non veritiera dagli inquirenti.

Una volta ottenuti i contributi, le somme sarebbero state trasferite ad altre società per ostacolare la tracciabilità del denaro oppure reinvestite, anche partecipando ad aste pubbliche finalizzate all’acquisto di ulteriori terreni.

Ventinove indagati e misure cautelari

Complessivamente sono 29 le persone iscritte nel registro degli indagati per ipotesi di frode e riciclaggio.

Il giudice per le indagini preliminari di Messina ha disposto:

  • gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per uno degli indagati;

  • l’obbligo di dimora nel comune di residenza per un altro;

  • il divieto, per quattro persone, di ricoprire incarichi direttivi in aziende e di richiedere contributi europei o sovvenzioni statali per la durata di un anno.

Gli ulteriori 23 soggetti risultano indagati nell’ambito del medesimo procedimento.

Sequestri tra Messina e Catania

Nel corso dell’operazione sono stati eseguiti sequestri patrimoniali che comprendono:

  • due terreni agricoli in provincia di Messina;

  • due appartamenti in provincia di Catania;

  • circa 60 mila euro in titoli di pagamento PAC emessi da AGEA.

Le misure patrimoniali mirano a recuperare parte delle somme ritenute provento delle attività illecite.

Un fenomeno già emerso in altre inchieste

L’intervento della Procura europea si inserisce in un contesto più ampio di contrasto alle frodi sui fondi agricoli europei. Negli ultimi anni l’ufficio europeo ha già smantellato reti criminali responsabili di illeciti per decine di milioni di euro, tra cui un sistema da circa 20 milioni e un’altra organizzazione coinvolta in una frode da mezzo milione di euro.

L’operazione in Sicilia conferma l’attenzione delle autorità europee e italiane verso un settore particolarmente esposto al rischio di infiltrazioni criminali, soprattutto in relazione ai finanziamenti della Politica agricola comune.