Valanghe sulle Alpi: treno deraglia in Svizzera, cinque feriti

Rischio valanghe al livello massimo tra Svizzera, Francia e Italia: vittime tra gli sciatori e collegamenti interrotti dopo le intense nevicate.

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Un treno è uscito dai binari nei pressi di Goppenstein, in Svizzera, dopo essere stato colpito da una valanga. Secondo le autorità elvetiche, cinque persone sono rimaste ferite nell’incidente, avvenuto in un contesto di rischio valanghe classificato al livello 5, il grado più elevato del sistema europeo di allerta.

L’episodio si inserisce in una fase particolarmente critica per l’intero arco alpino occidentale, dove le abbondanti nevicate degli ultimi giorni hanno aggravato la stabilità del manto nevoso.

Monte Bianco e Alpi occidentali sotto massima allerta

Nelle aree attorno al Monte Bianco sono state chiuse strade e disposte evacuazioni precauzionali in alcuni villaggi. L’allerta di grado 5, definita “straordinaria” e rara, indica la possibilità di numerose valanghe naturali di grandi o enormi dimensioni, capaci di minacciare infrastrutture e centri abitati.

In tali condizioni, sciatori e alpinisti sono invitati a evitare qualsiasi pendio potenzialmente esposto, ad eccezione delle aree ufficialmente aperte e messe in sicurezza.

Le vittime in Francia: tragedia a Val d’Isère

Nei giorni precedenti al deragliamento, diverse valanghe hanno causato vittime sulle Alpi francesi. A Val d’Isère, nel sud-est della Francia, tre sciatori hanno perso la vita mentre erano accompagnati da un maestro di sci. Tra loro, due cittadini britannici e un cittadino francese che stava sciando da solo.

L’istruttore, rimasto illeso, è risultato negativo agli esami tossicologici. Un altro britannico coinvolto ha riportato soltanto ferite lievi.

Due morti sul versante italiano del Monte Bianco

Un ulteriore incidente si è verificato sul lato italiano del massiccio del Monte Bianco. Due sciatori sono stati travolti da una valanga nel Couloir Vesses, itinerario fuoripista situato sopra Courmayeur, nell’alta Val Veny, nei pressi del confine con Francia e Svizzera.

Secondo il Soccorso Alpino Italiano, nella sola settimana conclusasi l’8 febbraio sono morte 13 persone tra sciatori, alpinisti ed escursionisti fuoripista sulle montagne italiane. Dieci decessi sono stati provocati direttamente da valanghe generate da un manto nevoso particolarmente instabile.

Perché il manto nevoso è così instabile

Le condizioni attuali sono il risultato di diversi fattori combinati:

  • nevicate molto abbondanti nelle ultime settimane;

  • forti venti che hanno accumulato grandi quantità di neve in modo irregolare;

  • strati deboli già presenti nel manto a causa delle scarse precipitazioni a inizio stagione.

Federico Catania, portavoce del Soccorso Alpino Italiano, ha sottolineato che in una situazione simile anche il semplice passaggio di uno sciatore può bastare per innescare una valanga.

Luc Nicolino, responsabile delle piste della stazione di La Plagne, ha descritto la neve come una sorta di “millefoglie”, composta da strati sovrapposti e fragili, difficili da valutare anche per gli esperti.

L’impatto della tempesta Nils

Le criticità sono aumentate dopo il passaggio della tempesta Tempesta Nils, che ha scaricato tra 60 e 100 centimetri di neve su ampie porzioni dell’arco alpino, con ulteriori accumuli stimati fino a 50 centimetri in alcune aree.

Queste nuove precipitazioni si sono depositate su una base già instabile, aumentando il rischio di distacchi spontanei e di grandi dimensioni.

Il racconto di uno sciatore sopravvissuto

Tra le persone travolte da una valanga nei giorni scorsi figura anche Daniel Matthews, sciatore britannico rimasto sepolto per circa otto minuti dopo il crollo del canalone che stava percorrendo nei pressi di Tignes.

Nel suo racconto sui social, Matthews ha ammesso di aver sottovalutato i segnali di pericolo e di aver preso una decisione imprudente scegliendo un itinerario fuoripista in condizioni di forte instabilità. Ha descritto il distacco improvviso del pendio, la difficoltà nell’attivare l’airbag da valanga e la lunga caduta prima di essere estratto dai compagni.

Il suo messaggio è un invito alla prudenza: anche gli sciatori esperti possono trovarsi in situazioni estreme quando le condizioni raggiungono livelli di rischio così elevati.

Un equilibrio fragile su tutto l’arco alpino

L’insieme di incidenti tra Svizzera, Francia e Italia evidenzia una fase di eccezionale pericolo per l’intero sistema alpino occidentale. Le autorità continuano a monitorare l’evoluzione meteorologica, mentre il livello di allerta rimane massimo in diverse aree.

In un contesto di grado 5, la prudenza assoluta e il rispetto delle indicazioni ufficiali rappresentano l’unico strumento efficace per ridurre il rischio di nuove tragedie.