Partiti con un’equipe guidata dal prof. Giovanni Francesco Marangi, chirurgo plastico e professore associato del Campus biomedico di Roma originario di Martina Franca, formata da tre specialisti, il Professore, la dott.ssa Silvia Ciarrocchi e il dott. Luca Savani, due specializzandi ( uno del Campus e uno dell’Università di Padova), sono riusciti a operare quaranta pazienti in quindici giorni dalle patologie più disparate in un ospedale in Kenya, il Ng’othi North kinangop catholic hospital, che si trova a due ore (circa trecento chilometri) da Nairobi.
I pazienti, adulti e bambini, tutti in condizioni di estrema povertà, riportavano ferite da ustione ( in gran parte incidenti domestici), ferite profonde da esiti di ustioni e malformazioni a seguito di ustioni mal trattate, agli arti alle falangi alle mani e alle braccia, ulcere da decubito. L’attività dei chirurghi è quindi consistita in ricostruzioni con lembi e innesti e altre risoluzioni di situazioni invalidanti, come gigantomastie.
La struttura sanitaria ha operato in un contesto difficile e rurale che, tuttavia, rappresenta un punto di riferimento al quale lavorano stabilmente circa dieci medici per un’area vastissima, Per garantire le cure, l’ospedale si appoggia a supporti di équipe e di aiuti provenienti dall’esterno. Per questo motivo, i pazienti affrontano spesso viaggi molto lunghi, arrivando a percorrere anche quattrocento chilometri per raggiungere l’ospedale ed essere curati, quando già magari le condizioni sono critiche.
La chirurgia che non serve ad apparire ma ad aiutare
La dottoressa Ciarrocchi : “C’è una chirurgia che non è fatta per apparire ma per portare solidarietà e aiuti a chi non può accedere alle cure con facilità ”. È stata un’esperienza bellissima, di volontariato, emozionante: le persone per arrivare al Centro (dove la Chirurgia plastica non c’è) anche con mezzi di fortuna hanno impiegato 4 ore per arrivare I bambini sarebbero rimasti con queste ustioni a vita.”
