Don Alberto Ravagnani ha comunicato all’arcivescovo di Milano la decisione di sospendere il ministero presbiterale. La notizia è stata diffusa attraverso una nota firmata da mons. Franco Agnesi, vicario generale dell’Arcidiocesi, indirizzata ai fedeli della parrocchia di San Gottardo al Corso, dove il sacerdote svolgeva il suo servizio.
A partire da oggi, Ravagnani non ricopre più l’incarico di vicario parrocchiale né quello di collaboratore della Pastorale giovanile diocesana.
“Un tempo di sofferenza che può diventare preghiera”
Nel comunicato, mons. Agnesi riconosce il dolore che una decisione di questo tipo può generare in molte persone. Allo stesso tempo, invita a leggere questo momento come un’occasione di affidamento e di preghiera, chiedendo alla comunità parrocchiale e diocesana di continuare ad accompagnare chi, negli anni, ha condiviso percorsi educativi, liturgici e spirituali.
L’invito è quello di non interrompere il cammino pastorale, ma di sostenerlo in comunione con la Chiesa diocesana e il vescovo.
La continuità delle proposte a San Gottardo al Corso
La Diocesi ha confermato che la parrocchia di San Gottardo continuerà a proporre l’adorazione eucaristica del giovedì sera, un appuntamento che negli anni ha coinvolto numerosi giovani provenienti da Milano e dalla provincia.
Mons. Agnesi ha espresso il suo ringraziamento al parroco, ai presbiteri, ai giovani e agli adulti che continueranno a curare questa proposta, considerata un momento significativo di preghiera, riconciliazione e fraternità.
Un sacerdote molto seguito sui social
Con oltre mezzo milione di follower tra Instagram, TikTok e YouTube, don Alberto Ravagnani era diventato una figura particolarmente nota nel panorama ecclesiale italiano, soprattutto tra i più giovani. Il suo stile comunicativo diretto, costruito attraverso reel e contenuti digitali, lo aveva reso un punto di riferimento per molti ragazzi e ragazze.
Negli anni non sono mancate alcune critiche legate all’uso dei social, in particolare per la promozione di prodotti sui suoi canali, tema su cui in passato era intervenuta anche l’Arcidiocesi.
Un passaggio che interpella la comunità
La tempistica della decisione ha attirato l’attenzione di molti fedeli, ma la Diocesi invita a vivere questo passaggio come un momento di riflessione e responsabilità condivisa. Resta l’indicazione di continuare a sostenere i percorsi spirituali ed educativi nati attorno alla parrocchia e alla Pastorale giovanile, inclusa l’esperienza della comunità “Fraternità” e dei ritiri promossi negli anni.
