Microsoft ha chiuso il trimestre con numeri da primato, battendo le previsioni degli analisti sia sul fronte dei ricavi sia su quello della redditività. Il fatturato ha raggiunto 81,3 miliardi di dollari, segnando un incremento del 17% su base annua, mentre l’utile netto GAAP è balzato a 38,5 miliardi di dollari, in crescita del 60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
L’utile per azione rettificato si è attestato a 4,14 dollari, sopra le stime di mercato fissate a 3,93 dollari. Anche i ricavi hanno superato le attese, che indicavano quota 80,23 miliardi di dollari.
Il cloud traina la crescita, Azure resta protagonista
La divisione Intelligent Cloud si conferma il principale motore di espansione del gruppo. I ricavi del segmento hanno toccato 32,9 miliardi di dollari, con un aumento del 29% anno su anno. All’interno della divisione, Azure ha registrato una crescita del 39%, leggermente superiore alle attese degli analisti, anche se in lieve rallentamento rispetto al trimestre precedente.
Nel complesso, il business Microsoft Cloud ha superato per il trimestre la soglia dei 50 miliardi di dollari di ricavi, confermando una domanda ancora solida per i servizi legati all’infrastruttura e all’intelligenza artificiale.
Bene produttività e software aziendali
Andamento positivo anche per la divisione Productivity and Business Processes, che riflette gli investimenti delle aziende in soluzioni come Microsoft 365 e Dynamics. Il segmento ha generato 34,1 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 16% su base annua.
Più debole il comparto consumer
Meno brillante la performance della divisione More Personal Computing, che ha registrato ricavi per 14,3 miliardi di dollari, in aumento di appena il 3%. A pesare sono stati il progresso limitato delle licenze Windows per i produttori di dispositivi (+1%) e il calo del 5% delle vendite legate a Xbox e ai relativi servizi.
Capex in forte aumento e reazione negativa del mercato
Nonostante i conti record, il titolo Microsoft ha perso oltre il 4% a Wall Street, scendendo intorno ai 460 dollari. A preoccupare gli investitori è soprattutto l’aumento delle spese in conto capitale, salite a 37,5 miliardi di dollari nel secondo trimestre fiscale, con un balzo di quasi il 66% su base annua, ben oltre le aspettative di mercato.
Gli investimenti sono destinati in larga parte all’espansione dei data center, necessari per sostenere la crescente domanda di servizi cloud e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, ma sollevano interrogativi sulla sostenibilità e sulla profittabilità futura.
Nadella: “Siamo solo all’inizio dell’era dell’IA”
Il CEO Satya Nadella ha sottolineato il ruolo strategico dell’intelligenza artificiale nella crescita del gruppo:
«Siamo ancora nelle fasi iniziali della diffusione dell’IA e Microsoft ha già costruito un business di intelligenza artificiale più grande di alcuni dei nostri franchise storici».
Microsoft ha inoltre precisato che l’utile netto non-GAAP, pari a 30,9 miliardi di dollari (+23%), esclude l’impatto degli investimenti in OpenAI.
Gli analisti restano cautamente ottimisti
Secondo gli analisti di Truist, la reazione negativa del titolo è legata soprattutto alla dinamica della crescita di Azure e all’elevato livello di Capex. Tuttavia, il giudizio complessivo resta positivo:
«Consideriamo il secondo trimestre come fondamentalmente solido, al di là delle preoccupazioni di breve periodo».
