Sondaggio shock in azienda: «Chi licenzieresti?» Scoppia la protesta

Un questionario interno distribuito prima di Natale accende le tensioni alla Bluergo di Castelfranco Veneto. I lavoratori parlano di un clima “da Squid Game”, i sindacati insorgono.

sondaggio bluergo

Un sondaggio interno ha scatenato polemiche e indignazione tra i dipendenti della Bluergo, azienda di componenti elettrici con sede a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso. Nel questionario, distribuito ai lavoratori prima di Natale, veniva chiesto esplicitamente chi, tra i colleghi, si sarebbe potuto lasciare a casa in caso di difficoltà aziendali.

Tra le domande più controverse: «Chi licenzieresti?», con opzioni che indicavano categorie ben precise come chi non ha figli, chi lavora part-time, chi è stato assunto più di recente o i dipendenti più giovani.

Il paragone con Squid Game

L’iniziativa ha subito suscitato forti reazioni. Molti lavoratori hanno paragonato il questionario alla serie coreana Squid Game, in cui i partecipanti vengono messi uno contro l’altro in un gioco crudele di eliminazione. Un parallelismo che rende bene il clima di disagio vissuto all’interno dell’azienda, già provata da una fase economica complessa.

Su circa 60 dipendenti complessivi, solo una decina ha scelto di compilare e restituire il questionario.

Richieste di chiarezza e incontro con la proprietà

I lavoratori hanno subito chiesto spiegazioni sulle reali intenzioni della dirigenza e sulle prospettive occupazionali. Un incontro tra azienda e dipendenti era stato fissato per il 21 gennaio, con l’obiettivo di fare chiarezza su un’iniziativa giudicata da molti ambigua e destabilizzante.

A rendere la situazione ancora più delicata, il fatto che ai dipendenti fosse richiesto di indicare nome e cognome nelle risposte, aumentando il senso di esposizione personale.

La posizione dell’azienda

La Bluergo, dal canto suo, respinge le accuse. Il titolare Bruno Scapin ha definito il questionario come uno strumento di ascolto interno:
«Si tratta solo di un’indagine per comprendere il clima aziendale. Il mercato è in crisi e il nostro obiettivo è evitare i licenziamenti».

Una spiegazione che però non ha convinto i lavoratori né le organizzazioni sindacali.

La dura reazione della Fiom Cgil

Netta e immediata la presa di posizione della Fiom Cgil di Treviso. Il segretario generale Manuel Moretto ha definito l’iniziativa senza mezzi termini:
«È il questionario della vergogna. Trasformare una crisi aziendale in un gioco crudele che mette i lavoratori l’uno contro l’altro è inaccettabile».

Secondo il sindacato, chiedere a un dipendente di decidere il destino professionale di un collega viola lo Statuto dei lavoratori e supera ogni principio di dignità umana, scaricando responsabilità che spettano esclusivamente al management.

Mobilitazione e rischio agitazione permanente

La Fiom ha annunciato una mobilitazione immediata, chiedendo il ritiro di ogni procedura legata al sondaggio e garanzie scritte sulla salvaguardia dei livelli occupazionali. In assenza di risposte concrete dall’azienda, il sindacato è pronto a proclamare lo stato di agitazione permanente.

«Non permetteremo che i lavoratori siano costretti a partecipare a una partita umiliante», ha concluso Moretto.