Ferrovie spagnole sotto pressione dopo due gravi incidenti in pochi giorni

Un deragliamento vicino a Barcellona provoca la morte di un giovane macchinista tirocinante, mentre resta aperta l’inchiesta sulla collisione tra treni ad alta velocità costata la vita a 43 persone.

ferrovie spagnole

Le ferrovie spagnole sono tornate sotto i riflettori dopo un secondo grave incidente avvenuto nel giro di tre giorni. Martedì sera, intorno alle 21, un treno pendolare è deragliato nei pressi di Gelida, a pochi chilometri da Barcellona, a seguito del crollo di un muro di contenimento sui binari.

Nell’incidente ha perso la vita Fernando Huerta, 27 anni, originario di Siviglia e tirocinante macchinista. Il bilancio complessivo conta anche 41 feriti, cinque dei quali in condizioni critiche.

Le cause: piogge intense e verifiche in corso

Secondo le prime ricostruzioni, il cedimento del muro sarebbe stato provocato dalle piogge eccezionalmente intense che stanno interessando la Catalogna. In via precauzionale, le autorità regionali hanno disposto la chiusura della rete stradale in diverse aree per consentire le ispezioni di sicurezza, causando forti disagi alla circolazione e bloccando centinaia di migliaia di persone.

Altri episodi e disagi sulla rete locale

Nei giorni precedenti, un ulteriore episodio aveva già destato preoccupazione: un treno sulla linea costiera del Maresme, a nord di Barcellona, aveva urtato una roccia presente sui binari. In quel caso non si sono registrati feriti gravi e il convoglio ha potuto riprendere il viaggio dopo un ritardo.

Lo sciopero dei macchinisti e le richieste di sicurezza

La successione di incidenti ha spinto il principale sindacato dei macchinisti spagnoli, Semaf, a proclamare uno sciopero a tempo indeterminato. In una nota ufficiale, il sindacato ha annunciato l’intenzione di chiedere responsabilità penali per eventuali carenze nella sicurezza delle infrastrutture ferroviarie.

Semaf ha denunciato quello che definisce un “progressivo deterioramento della rete” e ha sollecitato l’adozione immediata di nuove misure a tutela dei lavoratori e dei passeggeri.

L’inchiesta sulla collisione tra treni ad alta velocità

Resta intanto aperta l’indagine sull’incidente avvenuto domenica sera nei pressi di Adamuz, vicino a Cordova, dove uno scontro tra un treno ad alta velocità e un convoglio regionale ha causato 43 morti e 152 feriti.

I dati della scatola nera indicano che il macchinista del treno AVE diretto da Malaga a Madrid aveva segnalato un problema tecnico pochi istanti prima dell’impatto. La comunicazione faceva riferimento a un malfunzionamento nel collegamento tra il sistema del treno e la linea elettrica aerea. Nonostante l’ordine di fermare eventuali convogli in arrivo, la collisione con un treno regionale diretto in senso opposto non è stata evitata.

Alta velocità efficiente, linee regionali sottofinanziate

Gli eventi hanno riacceso il dibattito sulle condizioni complessive della rete ferroviaria spagnola, che comprende circa 4.000 chilometri di linee ad alta velocità AVE — realizzate in gran parte grazie a fondi europei — e servizi regionali spesso giudicati meno affidabili e penalizzati da carenze di investimenti.

Scontro politico e reazioni istituzionali

Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha dichiarato che i due incidenti non sono collegati tra loro. Le opposizioni, però, hanno colto l’occasione per attaccare l’esecutivo. Il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha parlato di una situazione “inaccettabile”, chiedendo chiarimenti immediati sullo stato delle ferrovie.

Anche Vox è intervenuta nel dibattito: la portavoce Pepa Millán ha affermato che molti cittadini avrebbero ormai timore di viaggiare in treno.

Una rete tra le più sicure d’Europa

Nonostante le preoccupazioni, i dati europei mostrano che la rete ferroviaria spagnola resta tra le più sicure del continente. Secondo le statistiche UE, nel 2024 si sono registrati 16 decessi di passeggeri su tutte le reti ferroviarie europee, uno solo dei quali in Spagna. Nello stesso periodo, sulle strade europee si sono contati circa 20.000 morti.