Ritrovato Diego a Milano, la madre: “Non vedo l’ora di stringerlo”

Dopo nove giorni di angoscia si chiude l’incubo della famiglia: il 14enne è vivo e sta bene. La comunità di Pozzo tira un sospiro di sollievo.

Diego Baroni

Non riesce a trattenere l’emozione Sara Agnolin mentre raggiunge Milano. «Vorrei solo riabbracciarlo, tenerlo stretto come quando era piccolo», racconta la mamma di Diego, il ragazzo scomparso per nove giorni e ritrovato questa mattina nel capoluogo lombardo.
È partita poco prima di mezzogiorno dalla casa di Pozzo, frazione di San Giovanni Lupatoto, da cui il figlio era uscito lunedì 12 gennaio alle 6.45 fingendo di andare a scuola a Verona. Da quel momento, il silenzio. Un’assenza lunga, dolorosa, carica di paura e interrogativi.

L’appello disperato e la svolta

Solo poche ore prima del ritrovamento, la donna aveva registrato un video-appello diffuso ai media e sui social: poco meno di un minuto, segnato dalle lacrime e dalla voce spezzata, in cui implorava il figlio di tornare a casa e di mettersi in contatto con lei.
Quelle parole, cariche di amore e disperazione, non hanno fatto in tempo a raggiungere Diego: gli agenti delle Volanti lo avevano già rintracciato a Milano. La richiesta immediata è stata chiara: «Togliete il video, l’hanno trovato».

Il ragazzo è stato trovato in buone condizioni di salute. «Siamo usciti da un incubo», racconta Irene, amica di famiglia. «Ora Sara sta andando da lui, lo aspettiamo tutti a casa».

Il sollievo del paese e delle istituzioni

La notizia ha fatto rapidamente il giro di Pozzo e di San Giovanni Lupatoto. «Sapere che Diego è vivo e sta bene è una gioia immensa per tutta la comunità», ha dichiarato il sindaco Attilio Gastaldello. «Lo aspettiamo, ma rispettando il tempo e la delicatezza che questo momento richiede».

Sulla stessa linea l’assessora all’istruzione Debora Lenin: «Siamo felici e sollevati. Ora servono rispetto, attenzione e, se necessario, supporto concreto. Le istituzioni ci sono e continueranno a esserci, per Diego e per la sua famiglia».

Una famiglia segnata da una grande perdita

Diego ha due sorelline, di otto e dieci anni. Il padre è morto cinque anni fa a causa di un malore improvviso, una ferita profonda per tutta la famiglia. All’epoca Diego aveva nove anni, le bambine solo tre e cinque.
Sara Agnolin, da allora, ha portato avanti con forza e dignità il suo ruolo di madre, continuando a lavorare in un’attività commerciale e occupandosi da sola dei tre figli.

Nove giorni di silenzio e le tracce sui social

«Un ragazzo tranquillo, timido, riservato», così lo descrive don Michele Zampieri, parroco di Pozzo, che lo conosce fin da piccolo grazie alla parrocchia e all’oratorio. Grande appassionato di basket, Diego gioca nei Sangio Wolves.
Durante i giorni della scomparsa, amici e compagni di scuola dell’istituto “Giorgi” di Verona hanno provato a contattarlo attraverso i social: messaggi, video su TikTok e un’amicizia accettata a metà settimana avevano acceso le prime speranze, indirizzando le ricerche verso Milano.

Il viaggio e i misteri ancora da chiarire

A una vecchia compagna di classe incontrata in stazione a Verona, Diego aveva confidato: «Vado a trovare amici a Milano». In spalla aveva uno zaino con un sacco a pelo, alcuni vestiti, un giubbotto con cappuccio, una berretta blu e pantaloni della tuta.
Chi dovesse incontrare e cosa sia successo in quei nove giorni verrà chiarito nelle prossime ore. Per ora, resta l’essenziale: un ragazzo di 14 anni sta per tornare tra le braccia di sua madre.