Le ultime 24 ore sono state segnate da accelerazioni investigative decisive in tutta Italia. Dal “delitto per l’assicurazione” tra le montagne toscane alla violenza nelle campagne venete, fino al tragico epilogo di una rapina nel milanese, gli inquirenti stanno chiudendo il cerchio attorno a diversi casi di cronaca nera. Analizziamoli insieme.
Firenze: il bosco del disonore
La svolta più clamorosa arriva dall’Appennino fiorentino. Per mesi, la morte di Franka Ludwig, l’estetista tedesca di 52 anni trovata senza vita lo scorso luglio a San Godenzo, era rimasta avvolta nel mistero. Oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Firenze hanno eseguito il fermo del compagno della donna e di un’amica comune. Il movente ipotizzato dalla Procura è di una freddezza disarmante: un milione di euro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due avrebbero pianificato il delitto per incassare i premi di diverse polizze assicurative intestate alla vittima. Il piano sarebbe stato eseguito con precisione chirurgica: Franka sarebbe stata prima stordita con psicofarmaci e poi finita con un colpo alla testa nel bosco, inscenando una tragica caduta o un’aggressione casuale.
Venezia: l’ombra del complice
Spostandoci in Veneto, si aggrava la posizione di Riccardo Salvagno, il vigile urbano già in cella per l’omicidio di Sergiu Tarna, il giovane barista moldavo freddato con un colpo alla tempia la notte di Capodanno. Nelle ultime ore, i Carabinieri di Venezia hanno arrestato un secondo uomo, un 38enne di Spinea. L’accusa è di concorso in omicidio: sarebbe stato lui, ripreso dalle telecamere, ad accompagnare Salvagno nel “sopralluogo” a Mira prima dell’esecuzione. Le indagini, coordinate dalla Procura veneziana, continuano a scavare nel sottobosco della criminalità locale, ipotizzando che il delitto sia maturato in un contesto di debiti o regolamenti di conti legati al mondo dello spaccio.
Magenta: una rapina finita nel sangue
Giallo risolto in poche ore anche alle porte di Milano. Stamattina, un uomo di 37 anni è stato abbandonato in fin di vita davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Magenta, morendo poco dopo per una profonda ferita al torace. I rilievi dei Carabinieri hanno svelato una realtà diversa dall’agguato di strada: l’uomo, un cittadino albanese, sarebbe rimasto ferito durante un tentativo di rapina in una villa a Lonate Pozzolo (Varese). Il proprietario di casa, sorpreso nel sonno e aggredito a calci e pugni, avrebbe reagito con un coltello da cucina colpendo uno degli intrusi. I complici, invece di soccorrerlo, lo hanno scaricato davanti all’ospedale prima di dileguarsi. Il proprietario della villa è ora piantonato in ospedale, ferito ma non in pericolo di vita, mentre la sua posizione è al vaglio della magistratura per eccesso colposo di legittima difesa.
Bracciano: il lago non restituisce Federica
Resta invece l’incertezza ad Anguillara Sabazia. La Procura di Roma ha formalmente indagato per omicidio il marito di Federica Torzullo, la 41enne scomparsa dall’8 gennaio. Nonostante l’uomo professi la propria innocenza, le incongruenze nei suoi racconti e le testimonianze di liti violente hanno spinto gli inquirenti a concentrare le ricerche nel Lago di Bracciano. I sommozzatori stanno scandagliando i fondali, temendo che Federica non si sia mai allontanata volontariamente da quella casa.
Pierina e Liliana, la verità è un miraggio: tra prove mancanti e nuovi stop giudiziari
Rimini – Pierina Paganelli
A Rimini, l’attenzione è tutta focalizzata sul processo contro Louis Dassilva, l’unico imputato per l’omicidio della 78enne Pierina Paganelli, uccisa con 29 coltellate il 3 ottobre 2023.
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Lo stallo del DNA e delle perizie: Le ultime udienze hanno evidenziato una battaglia tecnica serrata. La perizia scientifica ha confermato l’assenza del DNA di Dassilva sulla scena del crimine e sui reperti analizzati. Questo è uno dei pilastri su cui si poggia la difesa, guidata dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi.
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La prova della “Cam 3”: Resta il forte dibattito sulle immagini della telecamera di sorveglianza della farmacia. Mentre l’accusa ritiene che il soggetto ripreso la sera del delitto sia Dassilva, la difesa ha contestato la qualità del video e l’identificazione, sottolineando come anche gli accertamenti sull’altezza e l’andatura non abbiano dato risultati univoci.
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La posizione di Manuela Bianchi: La nuora di Pierina, che ha ammesso una relazione extraconiugale con l’imputato (indicata dalla Procura come movente del delitto), resta indagata per favoreggiamento. La Procura di Rimini non ha ancora chiuso questo filone d’indagine, che potrebbe procedere verso una richiesta di rinvio a giudizio o un’archiviazione a seconda dei prossimi riscontri processuali.
Trieste – Liliana Resinovich
A Trieste, il giallo sulla morte di Liliana Resinovich, scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata il 5 gennaio 2022, ha subito un arresto procedurale importante proprio nelle ultime ore.
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Ricorso di Visintin inammissibile: La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai legali di Sebastiano Visintin, marito della donna e attualmente unico indagato per omicidio. Visintin chiedeva un incidente probatorio per una nuova perizia terza sulle cause e la data del decesso. I giudici hanno respinto la richiesta, condannandolo anche al pagamento delle spese e di un’ammenda.
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Il giallo dei coltelli: Gli investigatori continuano a concentrarsi sulle perizie tecniche relative a centinaia di coltelli e macchinari da affilatura sequestrati nell’abitazione di Visintin, cercando eventuali compatibilità con le lesioni riscontrate sul corpo della vittima.
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La lesione vertebrale: Resta acceso il dibattito sulla frattura alla vertebra toracica emersa dalla seconda autopsia della dottoressa Cristina Cattaneo. Sebbene un tecnico di sala autoptica si sia presentato spontaneamente suggerendo di averla causata lui per errore durante il primo esame del 2022, la parte civile (rappresentata dal fratello Sergio Resinovich ndr) continua a ritenere che tale lesione sia la prova di un’aggressione violenta incompatibile con il suicidio.
