Melbourne Shock: Jannik Sinner cade al “One Point Slam”

Un milione di dollari all’amatore Jordan Smith

Jannik Sinner

Il tennis, si sa, è lo sport del diavolo. Ma quello che è andato in scena oggi alla Rod Laver Arena, nella cornice elettrizzante del “Million Dollar 1 Point Slam”, ha superato ogni confine tra realtà e paradosso. Jannik Sinner, l’uomo che ha dominato il circuito negli ultimi due anni, il campione algido capace di annullare match point come se fossero semplici formalità, è stato eliminato da un amatore. Sì, avete letto bene: il numero uno d’Italia (e per molti il favorito assoluto per il prossimo Australian Open ndr) è caduto sotto i colpi – o meglio, sotto il colpo – di Jordan Smith, un maestro di tennis ventinovenne del Nuovo Galles del Sud.

Il format della follia

Per capire l’entità del terremoto, bisogna guardare alle regole di questa esibizione brutale. Il “One Point Slam” non concede appelli: niente set, niente game, nemmeno un tie-break. Un solo punto. Si decide chi serve con una sfida a “carta, sasso, forbici” a rete e poi ci si gioca tutto in un unico scambio. In questo scenario da morte improvvisa, la freddezza conta più del palmarès e il caso diventa un attore protagonista.

Sinner, che nel turno precedente aveva regolato Pablo Carreño Busta con una delle sue solite accelerazioni devastanti, si è presentato agli ottavi contro Smith. Il regolamento prevedeva un vantaggio per i non professionisti: due possibilità di servizio contro l’unica palla a disposizione per i top player.

Il “buio” di Jannik

L’atmosfera sul campo centrale era quella delle grandi occasioni, con il pubblico australiano diviso tra l’ammirazione per l’idolo azzurro e il tifo sfrenato per l’underdog di casa. Sinner ha perso la sfida a morra cinese, lasciando a Smith la scelta. L’amatore, con una tattica definita poi da lui stesso “muro di gomma”, ha costretto Jannik a forzare.

Il dramma sportivo si è consumato in pochi secondi: Sinner ha cercato la profondità con il primo servizio (l’unico a sua disposizione), ma la pallina ha colpito il nastro finendo in corridoio. Doppio fallo. Fine dei giochi. Il silenzio attonito della Rod Laver Arena è durato un istante, prima di esplodere in un boato che ha accolto l’incredulo Jordan Smith, capace poi di proseguire la sua cavalcata trionfale fino alla finale, dove ha battuto Joanna Garland incassando l’assegno da un milione di dollari.

Cosa resta della sconfitta

Bisogna essere onesti: questa sconfitta non toglie nulla al valore tecnico di Sinner in vista degli Australian Open che inizieranno tra pochi giorni. Tuttavia, l’immagine di Jannik che si copre il volto con le mani, conscio dell’assurdità del momento, farà il giro del mondo. Anche i giganti possono inciampare se il terreno di gioco diventa una lotteria.

“Ero più nervoso qui che in una finale Slam”, ha commentato Sinner a fine match con il suo solito fair play, abbracciando Smith. “In un punto solo può succedere di tutto, ed è successo. Complimenti a Jordan, ha avuto il coraggio di stare lì”.

Mentre Smith pianifica l’acquisto di una casa con il premio milionario, Sinner torna al lavoro con Darren Cahill e Simone Vagnozzi. Il “One Point Slam” è stato un divertissement crudele, una parentesi di spettacolo puro che ricorda a tutti perché amiamo questo sport: a volte, anche solo per un secondo, Davide può davvero abbattere Golia. Ma da lunedì, quando si tornerà a giocare sulla distanza dei cinque set, la musica sarà decisamente diversa.