Luca Sinigaglia, l’alpinista eroe caduto sul Pik Pobeda

Il 47enne melzese ha perso la vita tentando di salvare una compagna di cordata in Kirghizistan. La comunità chiede riconoscimenti, una via a lui intitolata e il rimpatrio della salma: “Non sia dimenticato”.

Luca Sinigaglia

Melzo piange Luca Sinigaglia, alpinista appassionato che ha trovato la morte il giorno di Ferragosto sul Pik Pobeda, a quasi 7.000 metri di quota, in Kirghizistan. Durante un’ascensione, l’uomo ha sacrificato se stesso per soccorrere una compagna di cordata in difficoltà. Un gesto che molti definiscono “eroico” e che ha lasciato un segno indelebile non solo nella sua comunità, ma in tutta Italia.

La notizia ha generato un’ondata di commozione che non accenna a fermarsi. Sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio e le iniziative per non lasciare che il suo nome venga dimenticato.

La richiesta della comunità: “Riportatelo a casa”

La salma di Sinigaglia si trova ancora in quota. Al momento è in una grotta a 6.900 metri, dove le condizioni meteo proibitive hanno costretto le autorità locali a sospendere le operazioni di recupero. Un’interruzione che ha scosso ancora di più familiari, amici e concittadini, che chiedono a gran voce di riportare Luca in Italia per garantirgli una degna sepoltura.

Molti cittadini hanno lanciato proposte: dall’organizzazione di una colletta per sostenere il rimpatrio, fino a una manifestazione a Roma per sensibilizzare le istituzioni. La sorella Patrizia ha ricordato come Luca fosse conosciuto e amato ovunque andasse a scalare: “Aveva amici in ogni parte del mondo”.

Il sindaco Fusé: “Luca Sinigaglia, sarà ricordato come merita”

Il sindaco di Melzo, Antonio Fusé, ha voluto raccogliere e dare voce al dolore collettivo con una nota ufficiale. “In questo momento – ha dichiarato – il nostro pensiero va ai familiari, che stanno affrontando questa tragedia con grande dignità. Il recupero della salma rimane una priorità, ma al momento le autorità kirghise hanno sospeso le attività per l’altitudine e le condizioni climatiche proibitive”.

Fusé ha anche assicurato che la città troverà modi concreti per rendere omaggio alla memoria di Sinigaglia: “Intitolazioni, iniziative, premi civici: raccoglieremo le proposte e le concorderemo con la famiglia, nel rispetto del loro dolore”.

Un ricordo che diventa eredità

Nelle ultime ore sono già emerse molte idee per perpetuare la memoria di Luca: una scultura, l’intitolazione di una via, la sede del Cai che porta il suo nome, o l’assegnazione del premio civico “Città di Melzo”. Inoltre, diversi cittadini hanno chiesto che lo Stato riconosca ufficialmente il suo sacrificio con la Medaglia al Valore Civile.

La fiaccolata in suo ricordo, già in fase di organizzazione, vuole essere non solo un momento di raccoglimento, ma anche un segno di unità e di riconoscenza verso un uomo che ha vissuto l’alpinismo con coraggio, passione e spirito di altruismo.